L’Italia allo specchio

Molti di voi avranno sentito parlare della recente condanna della leader politica ucraina Julija Tymošenko, una dei protagonisti della cosiddetta rivoluzione arancione, a 7 anni di reclusione per “abuso di potere”. L’ex-capo del governo ucraino è stata condannata da un tribunale di Kiev per avere orientato in modo troppo favorevole alla Russia il negoziato sull’approvigionamento di gas naturale. Devo dire che ho avuto più di una difficoltà a farmi un’idea precisa sul tema, perché ho trovato ben pochi dettagli sugli elementi che hanno portato alla condanna. Certamente è molto singolare, anche in paesi in cui i politici non godano di protezioni particolari rispetto all’azione della magistratura, che un capo di governo venga condannato per come ha condotto un negoziato, questo proprio perché è certamente complicato intercettare quanto il risultato del negoziato possa essere o meno genuino. E’ certamente pure curioso che l’accusa sia di aver favorito la Russia, potenza considerata ostile alla Tymošenko. Tra l’altro, apparentemente, la circostanza sembra non aver favorito né i rapporti con l’Unione Europea, per la quale la Tymošenko era un importante punto di riferimento, né con la Russia, che teme di dover ora rinegoziare l’accordo. Sta di fatto che l’ex primo-ministro si è dichiarata innocente e vittima di un complotto.
Qualcuno, ma non molti, avranno poi sentito parlare della guerra in corso in Argentina tra il Presidente Fernández (recentemente rieletta) e il gruppo editoriale che gestisce il celebre quotidiano El Clarin. Da anni ormai si fronteggiano, da una parte una linea di strenua opposizione al governo da parte del quotidiano, dall’altra il tentativo sistematico di indebolire il giornale ed il gruppo editoriale di riferimento. Anche qui sarebbe lungo ricostruire i termini della vicenda, sa davvero il quotidiano è andato oltre al diritto di cronaca e se la politica persecutoria del governo è davvero arrivata ai livelli che il gruppo editoriale lamenta.
Julija TymošenkoQuello che unisce le due vicende è il facile parallelo con le vicende che hanno attraversato le polemiche politiche degli ultimi anni, da una parte i processi che hanno coinvolto Berlusconi, dall’altra lo scontro pesante e continuo con i media dell’opposizione. In quei paesi, come è successo in Italia, ci si sarà senz’altro divisi tra innocentisti e colpevolisti in Ucraina, tra sostenitori del governo e paladini della libertà di stampa in Argentina. Il punto di vista che in genere ci sfugge, affondati nella rissa tutti contro tutti, è quello esterno, è quello di chi non sa bene chi abbia ragione e chi torto, come il sottoscritto sulle vicende qui descritte, ma che si limita a provare perplessità per paesi in cui un capo di Governo finisca sotto processo, o in cui un grosso gruppo editoriale finisca sotto l’attacco della politica, che si limita ad avere la sensazione che siano paesi in cui i meccanismi della democrazia ancora siano giovani e poco collaudati, con una fragilità istituzionale e civile che non ispira certo fiducia. Il fatto che questa stessa impressione da un quindicennio ce l’abbiano coloro i quali guardino dall’esterno alle vicende italiane ci spiega tante cose di quanto sta accadendo in questi giorni.

3 Novembre 2011

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs