Putin e l’invidia

vladimir_putin_2_april_2002-2.jpgE’ certo che Vladimir Putin non sia un uomo che si dimentica degli amici e non dimentica sicuramente che Berlusconi non ha mai perso occasione per difenderlo da chi lo attaccava e attaccava il suo apparato di governo sui diritti umani e sulle vicende cecene. Non ha quindi perso l’occasione di restituire il favore, dando degli invidiosi a tutti quelli che rimproverano a Berlusconi la sua monomaniacalità verso sesso e giovani donne. Ho letto con estremo piacere quanto scritto da Gramellini in proposito (laddove il nostro rimanda l’accusa al mittente chiedendosi in sostanza come si fa ad essere individiosi di un vecchio maniaco sessuale) e ne condivido ogni riga, ma il dubbio mi è rimasto ancora: davvero neanche un po’ di invidia? Possibile che accarezzare l’idea di una possibile notte con l’Arcuri non smuova neanche un minimo di immaginario maschile? Non c’è nemmeno un po’ di moralismo o di piccolezza borghese in chi, come il sottoscritto, la pensa come Gramellini?
Ho l’impressione che tutto ruoti intorno a quel senso di machismo del quale ogni uomo si nutre fin dalla pubertà. L’idea che uno dei fondamenti del riconoscimento sociale di un individuo di sesso maschile sia costituito dalla capacità di accompagnarsi con ragazze belle e numerose sfiora anche i più aperti di vedute. Ed in effetti la natura aiuta questo modo di pensare perché un individuo di sesso maschile che si affaccia all’età adulta e scopre i piaceri dell’amore spesso si sente travolgere dagli stessi, come il bimbo che quando scopre quanto sono buone le ciliegie ne fa subito indigestione. E allora voglio dire con tutta franchezza che quando avevo 16 anni l’idea astratta di un uomo, qualunque esso sia, che la sera di Capodanno abbia 11 fanciulle procaci ad aspettare fuori dalla porta, mi avrebbe fatto decisamente un po’ di invidia. L’idea astratta, intendiamoci, perché nello specifico altri aspetti della vicenda mi avrebbero ripugnato anche allora, però certo… 11 ragazze fuori dalla porta…
Poi però passano gli anni e ti rendi conto che il sesso, come ogni altra sensazione piacevole, non migliora se ripetuta ossessivamente anzi sbiadisce, trascolora, esattamente come il piacere di un buon vino si sbiadisce se ti ci ubriachi; ti rendi conto che quello che davvero rende magico il sesso non è né la quantità né la qualità, fintanto che è misurata in larghezza di seno o di fianchi, ma la dimensione emozionale che attorno al sesso ruota che dipende da quello che la persona con cui lo vivi ti trasmette e non da quello che trasmette la televisione. Quando arrivi a questa scoperta ti accorgi che per trascorrere una serata indimenticabile non serve il book di Tarantini ma serve trovare una persona speciale che sappia mettere in moto la tua dimensione emotiva. C’è chi poi con quella persona speciale vuole passarci la vita, chi si sente più portato magari, dopo un po’, a cercarne altre, così come c’è chi preferisce un sicuro approdo e chi invece preferisce vagare nel mare aperto, ma le emozioni, stanziali o nomadi che siano, non si trovano su un catalogo. E allora chi alla veneranda età di settantacinque anni tutto questo non lo ha ancora capito, chi ancora vive il sesso come un ragazzotto imberbe, non ti suscita e non ti può suscitare alcuna invidia, semmai commiserazione, compassione e non perché lo consideri immorale ma solo perché lo trovi profondamente, miseramente e forse patologicamente immaturo.
Se poi scopri, cercando nel passato di Putin, che l’ex-esponente del KGB aveva manifestato tempo fa invidia per il Presidente israeliano Katsav, accusato di stupro, ti viene il dubbio che le affermazioni fatte su Berlusconi non siano solo il saldo di un debito, ma corrispondano davvero al suo pensiero. Ed ecco che magari un dubbio che ti balena in testa: non è che l’allergia per la democrazia che affligge Putin come Berlusconi sia dovuta ad una forma di immaturità simile alla loro immaturità sessuale? Sarà per caso che una delle origine delle nostre sventure è che mettiamo al volante dei nostri paesi bamboccioni mai cresciuti? Temo non sia un caso, ma semplicemente il fatto che una gran parte di noi si sente esattamente come loro.

21 Settembre 2011

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