L’Arena della competizione

La storia dei liberali in Italia è sempre stata piuttosto tormentata. Fin dai tempi in cui avevano un loro partito che raccoglieva pochi punti percentuali i liberali in Italia sono stati un drappello di intellettuali ciarlanti con pochissimo seguito nell’opinione pubblica e politica. Non c’è dibattito sullo stato dell’economia italiana in cui non spunti fuori qualcuno che parla di mercato, di competizione: sembrano tantissimi, sembra che la libera concorrenza sia la priorità per quasi tutti ma poi tutte queste parole rimangono tali quando nelle stanze della politica ci si ritrova a dover prendere le decisioni. Rimangono tali forse perché in quelle stanze ci si ricorda di amici e conoscenti, ci si ricorda che la rete delle complicità che regge il sistema politico ha solide basi anche in quei grumi di privilegi che sono i monopoli, che sono gli enti pubblici, che sono gli ordini professionali. Ogni volta che timidamente la politica ha cercato (paraddosalmente in Italia l’ha fatto in genere la sinistra) di attaccare questi centri, la cosa ha fatto più male agli attaccanti che agli attaccati. E’ il caso recente della giunta piemontese guidata da Mercedes Bresso che, dopo la rottura del tavolo di trattativa con Trenitalia per il rinnovo del contratto di servizio, aveva deciso di bandire una gara di aggiudicazione del servizio ferroviario regionale aperta al mercato. La sconfitta elettorale del 2010 e la conseguente ascesa al governo del leghista Cota ha mandato in soffitta la gara, la concorrenza e il mercato, con la rapida firma di un nuovo contratto di servizio con Trenitalia, estremamente generoso dal punto di vista economico, e che inoltre recepisce tutte le richieste dell’amministratore Mauro Moretti (sì, quello del “Prima di prendere il treno dotatevi di acqua, panini e coperte“).
arenaways_vagoner400.jpgIl caso scuola in questo ambito è però quello della società Arenaways. Si tratta di una società fondata da tale Giuseppe Arena che ha cercato di lanciare il guanto di sfida a Trenitalia nell’ambito del servizio ferroviario interregionale. Prima Arenaways si era lanciata sulla linea Torino-Milano, una delle più redditizie per Trenitalia, che operando in monopolio si permette di stipare in carri bestiame i molti passeggeri che viaggiano su questa linea, minimizzando i costi e massimizzando quindi i profitti. Pareva una direttrice sulla quale fare efficace concorrenza a Trenitalia, ma ad arrestare i sogni del signor Arena sono arrivati, da un lato RFI (il gestore della rete ferroviaria tuttora legato a Trenitalia) che ha messo a disposizione di Arenaways solo gli orari meno “pregiati”, dall’altro lato soprattutto il ministeriale Ufficio per la Regolazione dei Servizi Ferroviari che ha vietato ad Arenaways ogni fermata intermedia tra le due città, paventando in modo del tutto strumentale (si parlava in realtà delle stesse fermate che fa l’Intercity di Trenitalia) una possibile concorrenza al servizio regionale, su cui Trenitalia detiene, come visto sopra, ancora il monopolio. La conseguenza è stata l’insuccesso della linea che è stata recentemente sospesa. Arenaways ci aveva provato anche sulla tratta che dal Piemonte va al mare, creando una linea Santhià- Torino-Genova-Cinque Terre, appetibilissima dai viaggiatori vacanzieri stanchi del servizio osceno fornito da Trenitalia. Anche qui però il monopolista è entrato a gamba tesa, minacciando ritorsioni, in termini di sospensioni unilaterali dei termini del contratto di servizio con la regione Liguria, sempre con lo stesso insostenibile pretesto della concorrenza al traffico regionale. In questo caso l’URS ha dato ragione ad Arenaways ma questa vittoria non basterà. Arenaways pare avviarsi infatti verso il fallimento e con essa il tentativo, uno dei tanti, di ribaltare quella che è la concezione del mercato in Italia, che ancora oggi non è il luogo in cui realizzare una competizione ma quello in cui realizzare una spartizione.
Non voglio nascondere che non è facile introdurre competizione e libera concorrenza nel servizio ferroviario. I binari sono pochi ed è difficile sviluppare una concorrenza equa tra soggetti che possono scegliere su che tratte movimentare i propri treni e chi invece deve garantire il servizio su tutto il territorio. E’ tuttavia l’arroccata difesa della posizione dominante, l’arroganza con la quale Trenitalia tratta con istituzioni e concorrenti a lasciare attoniti. è la capacità di costoro di dettare l’agenda alla politica a convincermi che una soluzione per creare un sistema concorrenziale si può anche trovare, ma che il problema di ben più ardua risoluzione è creare una mentalità concorrenziale, è sganciare le istituzioni al controllo dei potentati economici e ricondurre questi ultimi al loro alveo dal quale troppo spesso debordano.

5 Agosto 2011

2 commenti a 'L’Arena della competizione'

Iscriviti con RSS or TrackBack ai commenti a 'L’Arena della competizione'.

  1. alfredo muccio afferma:

    Perchè ostacolare il privato se lo statale cade a pezzi vedi flotta finmare ultima deceduta tirrenia.

:: Trackbacks/Pingbacks ::

  1. Pingback di L’ennesimo uomo della provvidenza : Il colore del grano - on Febbraio 19th, 2014 at 00:01

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs