Quando Gramellini fa nomi e cognomi

Massimo GramelliniCi sono tanti motivi per i quali apprezzo Massimo Gramellini: l’intelligenza, il senso critico, la sensibilità… Quanto però trovo di più apprezzabile e peculiare in lui è il prediligere spesso, quando racconta i vizi dell’Italia di oggi, l’uso di forme impersonali, il parlare in astratto, il fare riferimento spesso ad un noi che include anche lo scrivente, perché è giusto non tirarsi fuori, come a sottolineare che non si vuole ergere a castigatore dei costumi ma solo a loro acuto osservatore, che non vuole creare un confine tra buoni e cattivi ma solo sottolineare che cosa ognuno di noi dovrebbe o non dovrebbe fare per poter costruire un paese migliore.
Evidentemente però ci sono dei casi in cui anche Gramellini si rende conto che non bastano più modelli astratti, non basta più evidenziare il vizio, il morbo che infuria, ma che bisogna puntare il dito, indicare chi sono gli untori, chi sostiene con la propria capacità comunicativa un modello di sistema basato sulla arroganza e sulla prevaricazione di chi comanda, che molti di noi sarebbero felici di rottamare. Forse il momento è venuto soprattutto ora che ci si rende conto che quel modello sta perdendo punti, sta diventando sempre più minoritario e ciò che ci divide dall’abbandonarlo, più che una diffusa adesione, è un manipolo di personaggi installatisi in posizioni di potere che cercano disperatamente di tenere in vita quel modello di potere agonizzante, ma capace di reggere ancora in sella i suoi più fedeli referenti.
Capita allora che anche Gramellini decida di fare oggi i nomi e i cognomi e fa il nome e cognome di colui che è forse il più coerente in quest’ambito: Giuliano Ferrara, che Gramellini attacca frontalmente su La Stampa di oggi. Ci sono molti nomi che si potrebbero fare ma Ferrara è forse il più adatto, un po’ perché è considerato il più acuto, un po’ perché il più anziano tra i cani da guardia dell’attuale sistema di potere, un po’ infine perché si è creato l’aura di uno che ci crede davvero, che penserebbe la stessa cosa anche se non lo pagassero per dirla. Però - parliamoci chiaro - uno che ci credesse davvero non ripeterebbe la stessa nenia da 25 anni, c’è forse un dipendente delle poste che per 25 anni batterebbe sulla busta lo stesso timbro se lo facesse per sua scelta, per suo divertimento? E allora forse Ferrara è solo il più brillante dei commedianti ma proprio perché è brillante li rimorchia tutti dietro di sé e porta con sé anche una bella fetta dell’opinione pubblica che magari non legge Il Foglio, ma che ascolta ancora con un certo interesse l’eloquio dell’Elefantino. E’ una fetta però nella quale si sta diffondendo sempre più evidente il dubbio che il re sia nudo e se è il re è nudo tanto vale denudare anche i suoi vessilliferi e magari farlo perfino davanti ai moderatissimi lettori de La Stampa. E’ tutta questione di scegliere il momento giusto e il fatto che Gramellini, che giudico persona accorta, abbia scelto proprio questo Martedì 21 Giugno 2011 per farlo mi fa guardare al futuro con un certo ottimismo.

21 Giugno 2011

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs