Il calcio sporco che nessuno vuol pulire

In questi giorni si intrecciano il nuovo scandalo delle scommesse clandestine, che assomiglia molto a quello che scosse il calcio sul finire degli anni ‘70, e la conclusione del processo di Calciopoli, in cui è lentamente emerso che quello che era stato denunciato era molto meno scandaloso di ciò che era stato omesso. La dinamica è la solita: si butta in prima pagina quello che emerge in modo grossolano e approssimativo, a costo di inventarsi nomi e cognomi partendo da oscuri riferimenti; poi ad un certo punto qualcuno dice che è ora di finirla, si individua allora qualche capro espiatorio a cui addossare tutte le colpe e si chiude il sipario. Se poi qualcosa riemerge lo si riinabissa di comune accordo, in fondo “The show must go on”. Il problema è che lo show contempla cose molto strane che succedono tuttora senza che nessuno se ne abbia a male.
In questi giorni si stanno disputando i playoff e playout della Lega Pro (la ex-serie C) e la settimana scorsa si sono disputate le semifinali dei playoff di Lega Pro 1, playoff che decreteranno le squadre promosse alla Serie B. Una di queste semifinali contrapponeva l’Alessandria alla Salernitana, squadre che avevano chiuso al terzo e al quinto posto rispettivamente il girone A del campionato. Visto che la squadra piemontese aveva terminato il campionato in posizione migliore, partiva col vantaggio di poter andar in finale anche in una situazione di parità al termine dei due incontri.
L’andata si disputava a Salerno ma, nonostante il fattore casa, l’Alessandria iniziava meglio l’incontro e alla fine del primo tempo andava in vantaggio. Subito dopo però c’era uno scontro sul limite dell’area tra il difensore dell’Alessandria Fucino e l’attaccante della Salernitana Ragusa, il difensore dava l’impressione di colpire per primo la palla e di essere poi travolto dall’attaccante, l’arbitro invece non solo concedeva la punizione ai campani ma espelleva il giocatore alessandrino per una situazione di “chiara occasione da gol” che francamente vedeva solo lui. Nonostante l’inferiorità numerica l’Alessandria resisteva e allora l’arbitro all’inizio della ripresa pensava bene di mandar fuori anche il giocatore Barbagli comminando al giocatore piemontese due ammonizioni in pochi minuti. In 11 contro 9 la Salernitana raggiungeva poco dopo la parità, ma l’Alessandria resisteva fino alla fine portando a casa un comunque preziosissimo pareggio.
viti2.jpgSi arrivava alla partita di ritorno e anche qui l’Alessandria partiva molto meglio e, dopo una traversa di Martini nel primo tempo, andava in vantaggio ad inizio ripresa con un gol dello stesso Martini. Pareva fatta, ma anche qui entrava in scena l’arbitro, questa volta il signor Viti che, pochi minuti dopo il vantaggio dei padroni di casa, concedeva un rigore ai campani per un fallo avvenuto un metro e mezzo almeno fuori area, complice anche l’assistente Ernetti evidentemente voltato da un altra parte al momento dell’episodio. Era 1 a 1 ma l’Alessandria era ancora in finale e allora al signor Viti era richiesto un supplemento che non si faceva mancare cinque minuti dopo, quando espelleva il giocatore alessandrino Romeo per un fallo men che veniale. La Salernitana non si faceva scappare l’opportunità gentilmente regalata e faceva 1-2 e 1-3 con l’Alessandria a chiudere la gara di nuovo in 9 per l’espulsione di Croce per proteste.
Ho scoperto per caso la vicenda di questo doppio incontro che ricorda un po’ le atmosfere di certi racconti sul calcio di Osvaldo Soriano. Devo dire però che in lunghi anni di passione calcistica mai mi era capitato in 180 minuti di vedere tanti svarioni da parte di due arbitri diversi a favore della stessa squadra, tanto che pensare che sia stata solo una beffarda sequenza di coincidenze è davvero difficile. E’ davvero così che maturano i risultati del calcio? Siamo davvero di fronte ad un mondo nel quale si decide altrove chi vincerà e perderà? Chi non crede ai risultati del calcio ha quindi ragione? Non mi prendo la responsabilità di pronunciare sentenze, mi limito a dire che temo questa volta non ci saranno magistrati che apriranno inchieste, non ci saranno procuratori federali che riceveranno documenti riservati, non ci saranno giornali che racconteranno ipotesi ai quattro venti spacciandole per verità, non ci saranno analisi sugli spostamenti di SIM svizzere. Ci sarà solo qualche migliaio di tifosi dell’Alessandria incarogniti con il mondo e qualche decina di migliaia di tifosi salernitani un po’ più contenti, e ai più andrà bene così, anche perché presto avremo anche questa volta dimenticato tutto.

14 Giugno 2011

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