Il ritorno

Pare strano a dirsi ma il ritorno da un lungo viaggio è per me uno dei momenti più piacevoli del viaggio stesso. Il riprendere la via di casa riassaporando le sensazioni del viaggio, il rivedere i luoghi del proprio quotidiano, il recuperare le proprie abitudini, il gustare di nuovo i propri piaceri di ogni giorno: sono tutti momenti che mi paiono parte integrante della bellezza di viaggiare. Certo, la meraviglia più grande del viaggio è la sensazione di sentirsi a casa anche in posti sperduti, completamente diversi da quelli a cui sei abituato, che sia Piazza Tienanmen a Pechino o lo Zocalo di Città del Messico, è la meraviglia di rendersi conto che le proprie radici che parevano così profonde nel terreno si possono staccare e riattaccare altrove senza grosso danno, tuttavia credo sia proprio questo genere di sensazione che, una volta tornato, mi fa poi vedere casa mia non più come un necessario ma oppressivo guscio protettivo, non più come luogo del proprio insopportabile quotidano, ma come il luogo più comodo e sereno nel quale assaporare le gioie della propria vita, in attesa di provare, sperimentare, esplorare altro ancora, come un luogo ideato e realizzato per accoglierti per il necessario riposo prima di lasciarti andare ancora.
Se volete è come dopo una lunga corsa od un lungo giro in bici, quando fai la doccia e ti stendi sul divano; il gesto che in un altro momento avrebbe saputo di ozio inconcludente, in quel momento acquisisce la nobiltà del riposo dopo la fatica diventando così uno degli aspetti più piacevoli dello sforzo appena fatto.
Sta di fatto che sono tornato ai piè dei monti e presto riprenderò a scrivere su cose più nostrane e meno gradevoli, ma per oggi continuerò ad oziare.

17 Luglio 2008

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