Il grande ingorgo

Sarà un effetto del global warming, sarà, come altri sostengono, un naturale cambio climatico, ma da una quindicina di anni in qui sono pochi gli eventi atmosferici meno insoliti, nell’Italia del Nord, di un temporale a Giugno. Se un evento non è insolito si suppone che non porti a conseguenze disastrose, ma ci sono casi in cui, se posizionato al momento giusto, può mettere in ginocchio una regione, anzi una e mezza. E’ proprio quanto è successo ieri, allorquando un temporale ha scosso la riviera ligure di ponente.
cantarana.JPGErano suppergiù le due del pomeriggio quando il cielo si è aperto in una pioggia torrenziale durata un paio d’ore abbondanti. Piemontesi e lombardi scesi in Liguria per il ponte, dietro alle finestre delle loro case di villeggiatura o dei bar dove avevano trovato rifugio, iniziavano a guardar fuori attendendo impazientemente che la pioggia si placasse. Quando infine il temporale cessava qualche centinaia di migliaia di persone si riversavano contemporaneamente per strada, causando inconsapevolmente un ingorgo di dimensioni apocalittiche. Un satellite che avesse osservato dall’alto la scena avrebbe potuto vedere un unico serpentone di auto ferme sull’autostrada tra Imperia e Savona e di lì fino a Torino, ma soprattutto, cosa assolutamente insolita, un unico serpentone di auto ferme tra Imperia e Ceva lungo la statale del Colle di Nava. Noi eravamo in quest’ultimo serpentone fermo per almeno venti minuti nella frazione Cantarana, comune di Ormea. Era singolare stare fermi lì, in mezzo ai boschi, e, ad un certo punto, scendere dall’auto chiedendo a quelli dell’auto che precedeva cosa fosse successo, in un gesto che solitamente si compie in autostrada, o in centro città. Anche i cittadini di Cantarana sembravano incuriositi dal serpentone che, fermo lì in mezzo, sembrava avere improvvisamente acquisito una dimensione umana, e allora saltavano fuori dagli usci per osservare un po’ preoccupati, un po’ divertiti, quello strano popolo che aveva improvvisamente invaso la loro frazione, improvvisamente diventata come una grande metropoli. Anche la piccola Matilde, nostra figlia, pareva meravigliata dalla situazione e aspettava pazientemente la sua cena fino alle 22, quando, dopo una provvidenziale deviazione per le colline che sormontano la Val Tanaro, raggiungevamo casa di mia zia a Mombasiglio dove trovavamo finalmente un fornello per preparare la pappa e poi magari fare un boccone, anche noi genitori. Quando poi alle due di notte, otto ore e mezzo dopo essere partiti, arrivavamo a casa a Castellamonte, l’impressione era di aver vissuto un’avventura ai confini della realtà, ben più che un semplice ingorgo.
Si potrebbero fare molte considerazioni sulla follia per la quale un temporale può sconvolgere il traffico di una così ampia area geografica, si possono fare molte considerazioni su come deboli siano le misure prese in tali condizioni dalle forze dell’ordine, si possono fare ancora considerazioni su come il problema del traffico, secondo alcuni studi così grave per l’essere umano, sia ancora totalmente fuori controllo.
Rimane, il giorno seguente, dopo aver cioè assorbito gli istinti aggressivi che le sette ore di viaggio hanno alimentato, lo stupore per la straordinarietà dell’evento. L’idea delle migliaia e migliaia di auto, una dietro l’altra, come se i conducenti fossero stati lì guidati da un novello pifferaio di Hamelin, come se fossero le tessere di un immenso domino, mi pare formare un’immagine dotata di una capacità simbolica fortissima. Ieri sera avremmo di certo preferito stare in qualunque altro posto al mondo, ma oggi in fondo sono contento di aver provato l’esperienza insolita di essere stato una tessera di questo immenso domino.

6 Giugno 2011

Non ci sono ancora commenti ma sicuramente tu avrai qualcosa da dire...

Dì la tua

terremoto centro Italia

Ultimi interventi

Archivi

Categorie

Pagine varie

I miei posti preferiti

I miei blog preferiti

Feed su RSS

Meta

Technorati

FB NetworkedBlogs