Mentira!

Il vocabolo spagnolo mentira (menzogna in italiano) fu una delle parole più citate nelle manifestazioni che precedettero le elezioni politiche spagnole del 2004. Per chi non si ricordi degli eventi: era accaduto che, a pochi giorni dalle elezioni politiche, a Madrid Al Qaeda aveva fatto saltare in aria la stazione ferroviaria di Atocha causando centinaia di vittime e migliaia di feriti. Siccome uno degli argomenti più controversi della campagna elettorale era stato il rapporto con le organizzazioni indipendentiste basche e siccome la coalizione di centro-destra (che sosteneva la rielezione di Aznar) aveva sostenuto l’intransigenza con tali organizzazioni, all’indomani dell’attentato ci fu chi, nell’entourage di Aznar, si affrettò a comunicare al paese, nonostante alcune evidenze contrarie, che l’attentato era stata opera appunto dei baschi dell’ETA. Quando invece si diffusero le informazioni che attribuivano con sempre maggiore certezza l’attentato a cellule dell’estremismo islamico il paese insorse: qualcuno aveva mentito deliberatamente su una questione così alta e drammatica solo per guadagnare qualche voto. Mezza Spagna scese in piazza al grido di “Mentira“, e di “Verdad” (verità), indignata per la suprema menzogna che le era stata propinata. L’esito fu devastante, il giorno dopo i risultati elettorali ribaltarono ogni previsione. Aznar superfavorito dai sondaggi fu sconfitto ed il suo sfidante Zapatero trionfò, iniziando un periodo di governo che dura tuttora.
moratti_pinocchio.jpg Il paragone con le elezioni comunali milanesi che vado a proporre non suoni irrispettoso: mentire su un attentato che ha causato centinaia di vittime è certamente ben più grave che mentire sul passato del proprio concorrente alle elezioni. Tuttavia mi viene da pensare che nel repentino ribaltamento dei pronostici, che il primo turno delle elezioni comunali milanesi ha proposto, potrebbe avere avuto un peso proprio quel senso di esasperazione che coglie anche l’essere umano più pacato e mite quando la raffica consueta di bugie che ci viene propinata dai nostri politici travalica un astratto senso della misura, che forse si è spinto negli anni più avanti, ma che forse esiste ancora. Ho quindi l’impressione che più che l’Ecopass, più che le promesse non mantenute, abbia pesato il sentirsi presi in giro, oltre ogni limite, da chi gli spacciava per terrorista un pacato signore di mezz’età, da chi gli diceva che garantire la libertà di culto, garantita dalla costituzione, equivale a svendere Milano allo straniero, da chi gli diceva che chi propone modalità innovative per gestire la tossicodipendenza è uno sponsor dello spinello. Ho la sensazione che ci sia stato anche tra i più fedeli elettori della destra qualcuno che alla fine si sia ribellato e si sia detto: “Sem minga stupid!” e il voto non l’abbia dato a Letizia in un momento di rabbia ed esasperazione.
Se la Moratti dovesse recuperare, come le voci ipotizzano in questi giorni, sarebbe un peccato ma anche il segno che l’indignazione è sempre una reazione effimera. Anche se dovesse però alla fine rivincere la Letizia, sarebbe comunque stato bello prendere atto che la sopportazione dei cittadini ha ancora un fondoscala…

25 Maggio 2011

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