L’affollata collina di San Mauro

Non so se vi è mai capitato di prendere il treno che da Torino va a Ventimiglia passando per uno spicchio di Francia. Se vi capita non potete non notare la differenza tra l’entroterra rivierasco francese e quello italiano. Da una parte colline verdi punteggiate qua e là da sparuti insediamenti edilizi, dall’altra costruzioni selvagge, cemento, serre, il territorio come pura risorsa da sfruttare fino al suo esaurimento. Vi dirò che la stessa sensazione ce l’ho passando il confine che divide la collina torinese da quella di San Mauro.
3classificata-ponte-vecchio-san-mauro-andrea-gaiardo.JPGPer chi non sia delle mie parti, San Mauro Torinese è una cittadina di 18mila abitanti, confinante con il Comune di Torino, attestata attorno alle due sponde del Po. Una delle due sponde del Po a Torino è a sua volta posizionata alle pendici della collina torinese, un polmone verde che si erge nella zona orientale del capoluogo piemontese. Succede che, se il Comune di Torino ha mantenuto un atteggiamento relativamente intransigente riguardo alla difesa della collina dagli appetiti dell’edilizia, il Comune di San Mauro si è mostrato sempre molto più tenero. I risultati sono visibili ad occhio: da una parte la collina torinese è una distesa verde punteggiata da poche unità abitative, dall’altra quella di San Mauro è un formicaio di case e casette che ne seppelliscono il verde tappeto. Un esempio per tutti: in tutte le aree protette in genere c’è una distanza minima tra casa e casa superiore a quanto previsto dal codice civile (10 metri). Nella collina torinese è 18 metri, altrove anche 25: a San Mauro la norma prevede il minimo per legge.
C’è ovviamente un rapporto di do ut des: San Mauro vanta una lunga tradizione di sindaci costruttori edili, tra i quali ricordo gli ultimi tre: Antonio Cherio (di destra, in carico fino al 1995),  Angelo Santoro (di sinistra, in carica dal 1995 al 2001) e Giacomo Coggiola (di destra e il cui secondo mandato decade proprio in occasione di questa tornata elettorale). L’elettorato li ha votati e rivotati anche perché l’espansione dell’offerta e quindi il contenimento dei costi delle abitazioni in collina ha consentito a molti (tra i quali devo dire anche il sottoscritto) di comprare casa a San Mauro, negli anni passati, a costi decisamente più favorevoli che nella vicina Torino. Non si può dire che le amministrazioni che si sono succedute fossero delle più efficienti. Non posso non far notare ad esempio che fino a pochi anni fa spesso al mattino non avevo l’acqua in casa. Storico anche il tempo che è stato necessario per il completamento dei lavori di costruzione di un tunnel lungo il fiume che liberasse il centro storico dal traffico verso Torino, diciotto anni! Eppure la cittadinanza ha sempre garantito la massima continuità agli amministratori in carica.
Oggi la giunta uscente sta preparando un nuovo piano regolatore in cui si prevede di rimettere in gioco un po’ di cubature e le imprese edili sono in agguato per occupare i pochi spazi ancora rimasti. Non a caso anche il nuovo candidato a sindaco PdL è un geometra, Roberto Olivero, che lavora anch’egli nelle costruzioni. Al primo turno però non è stato eletto e Domenica se la vedrà al ballottaggio con il candidato PD Dallolio che, udite udite, non è un costruttore edile. Importante soprattutto il fatto che la lista Cinque Stelle e la lista di sinistra ecologista, presentandosi con un programma molto avverso all’assalto alla collina, hanno ottenuto un risultato ottimo (insieme quasi il 17 percento dei voti).
Che sia la volta buona che la collina di San Mauro riuscirà a trovare un po’ di requie? C’è da sperarci. Certo, pare un ragionamento molto egoista: “Tu hai la casa in collina. Perché vuoi impedire ad altri di averla?”. La risposta è in realtà molto semplice: perché la collina è un posto ambìto proprio perché verde e tranquilla; se lasciassimo campo libero a chi sogna di trasformarla in una enorme gradinata di cemento non ci sarebbe semplicemente più alcuna collina in cui andare ad abitare. E questo non sarebbe un danno solo per i residenti ma per la città intera che perderebbe un suo patrimonio di valore inestimabile.

27 Maggio 2011

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