Benvenuto al Sud

maronitamburello.jpgE’ vecchio quanto il mondo, il mondo della politica almeno, il fenomeno del governante locale un po’ cialtrone che, non riuscendo a risolvere un problema per sua incapacità, si rivolge con arroganza allo Stato reo di non averlo aiutato. Chi di noi non ha sentito almeno una volta attribuire questo atteggiamento dalla vulgata leghista agli indolenti politici del Sud Italia? E vai di “Bisogna rimboccarsi le maniche” e “Non si può aspettare la manna dal cielo”. Oggi che quella stessa incapacità affligge il ministro Maroni ed il governo tutto, i ruoli si ribaltano, il ministro leghista si ritrova ad interpretare il ruolo del politico del Sud e siccome lo Stato è lui stesso cerca un livello gerarchico superiore trovandolo nell’Unione Europea. Ci ha provato il Ministro ad impietosire i rappresentanti di Francia, Germania e degli altri paesi europei ma niente da fare. Come facevamo d’altronde a pensare che la Francia che ogni anno accoglie più di 100mila immigrati si commuovesse per i nostri 50mila (presunti)? Come puntualizzato dal ministro tedesco Friedrich quella italiana è una finta emergenza, che, detto tra noi, è diventata tale solo perché il Governo ha tutt’altro da fare che occuparsi degli immigrati. Potevamo pensare che una truffetta da quattro soldi come quella che abbiamo cercato di fare con i permessi di soggiorno temporanei funzionasse? Vivendo in Italia forse sì, ma il Nord è pur sempre Nord col suo peloso rispetto per le regole e la sua patologica allergia per le furberie che a noi italiani (padani compresi) piacciono così tanto. E così, come spesso accade ai governanti cialtroni, Maroni è ritornato rapidamente indietro da Lussemburgo, evitando conferenze stampe imbarazzanti di fronte alla stampa straniera, ma ha subito dopo tuonato contro l’Europa egoista, minacciando la fuoriuscita dall’Unione Europea.
Certo, ci sarebbe una possibilità: quella di un passaggio di poteri, quella per cui la gestione dell’immigrazione sia totalmente demandata alla Commissione Europea, sarebbe l’Europa ad essere responsabile della gestione dei flussi migratori, sarebbe Barroso a dover spiegare agli elettori italiani come mai non è riuscito a convincere la Polonia ad ospitare un po’ degli immigrati arrivati a Lampedusa. Allora sì che in caso di una nuova emergenza si potrà dire, se le cose non vanno per il verso giusto, “la colpa è dell’Unione Europea” senza essere considerati dei cialtroni. Sarebbe bello certamente ma purtroppo ai nostri politici viene l’orticaria quando si tratta di perdere potere, piuttosto un braccio e una gamba ma non il potere. Come farebbero poi? Dovrebbero rinunciare ad andare a Lampedusa ad arringare la folla e magari anche a costruire un casinò, magari da far gestire al figlio di un vecchio amico specializzato nel campo. Ve lo immaginate Barroso che fa costruire un casinò o che racconta una barzelletta sporca? Per carità… Ma no. Lasciamo perdere questa inutile polemica: in fondo noi italiani siamo così. Da una parte ci diciamo che bisogna rimboccarsi le maniche e che la manna dal cielo non arriva, ma poi quando tocca a noi ecco che se la manna dal cielo non arriva ci incazziamo. Ci incazziamo sì, perché noi siamo mediterranei, un po’ emotivi, ma poi torniamo amici di tutti, anche dell’Unione Europea; l’importante è che ci lascino vivere a nostro modo. Perché noi in fondo, da Trieste a Trapani, siamo così: ci piace il sole, ci piace suonare il mandolino (e Maroni da musicista qual è potrà senz’altro concordare), ci piace il mare. Sì, ci piace il mare, anche quando è pieno di barconi.

13 Aprile 2011

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