La responsabilità civile dei ministri

roberto_maroni.jpgSprecare a profusione il denaro altrui è operazione abbastanza comune e non sempre i ministri della Repubblica fanno eccezione. Ce n’è uno però che sembra essere un autentico professionista: il Ministro degli Interni Maroni. Due anni fa il suo ministero fu incaricato di organizzare i referendum per l’abolizione della legge elettorale Calderoli (il cosiddetto “Porcellum”). Il nostro Ministro, pur essendo previste nello stesso periodo in cui si sarebbero dovuti celebrare i referendum le elezioni europee e amministrative, fissò la data in un fine settimana diverso, in cui non ci fosse null’altro previsto. Questo con ovvi danni economici alla collettività che si stimarono dai 170 milioni secondo il Ministero ai 400 milioni secondo uno studio che conteggiava anche i costi indiretti (ovvero i costi per la collettività legati alla tornata elettorale supplementare). La giustificazione che addusse Maroni alla sua scelta fu di evitare la confusione nei cittadini, che così oltre che pagare qualche centinaio di milioni in più si videro pure dare degli idioti. Alla fine le aspre polemiche che ne seguirono portarono il Ministro ad un compromesso abbastanza ridicolo: il referendum fu infatti organizzato in coincidenza con il ballottaggio delle amministrative. Così si ridusse solo lo spreco senza eliminarlo, si creò ancora maggiore complessità e alla fine il referendum disse che gli italiani erano favorevoli ad abolire la legge ma la mancanza di quorum rese inutile il pronunciamento: un fallimento totale ed uno spreco di denaro pubblico vergognoso senza nessun vantaggio se non per chi voleva tenersi una legge elettorale cervellotica e che offre poche garanzie di stabilità.
Quest’anno è prevista una nuova tornata referendaria e il nostro Maroni ha pensato bene di ripetersi fissando le date dei referendum nuovamente in una data diversa da quella delle elezioni amministrative. Quest’anno non ci sono elezioni sull’intero territorio nazionale (a differenza delle europee del 2009) ma sovrapponendo i referendum alle elezioni amministrative avremmo almeno contenuto i costi, ma non sono mica soldi di Maroni: “e allora sprechiamo un po’” - si sara detto il ministro leghista - decretando che un altro paio di giorni si dedicheranno ai soli referendum a Giugno (con la cortese collaborazione di alcuni esponenti dell’opposizione che hanno disertato l’aula della Camera quando si votava in merito). Per darvi un’idea il governo ha appena fatto indispettire milioni di italiani alzando le accise sulla benzina, con le ovvie ricadute negative sull’economia, per recuperare i 236 milioni di tagli che altrimenti si sarebbero abbattuti sulla cultura. Quei soldi avrebbe potuto recuperarli Maroni, almeno in parte, ma ho l’impressione che il problema sia proprio quello sopracitato: che non sono soldi suoi.
Ma allora, in tempi nei quali si invoca la responsabilità civile dei giudici, perché non invocare anche quella dei ministri? E perché non una bella class action dei cittadini italiani contro Maroni o contro i ministri spreconi che sacrificano denaro pubblico ai propri interessi di bottega? Forse di fronte alla prospettiva di dover sborsare di tasca sua qualche centinaio di milioni, pur dall’alto del suo stipendio da Ministro e Deputato, anche il Ministro Maroni avrebbe qualche esitazione a fissare i referendum in date improbabili? Non trovate?

25 Marzo 2011

3 commenti a 'La responsabilità civile dei ministri'

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  1. Rosario Amico Roxas afferma:

    Già avanzata una petizione popolare.
    ****************

    Petizione che chiede una legge di iniziativa popolare che riconosca la

    RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MINISTRI
    E
    DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

    Firmare per adesione e condivisione è una legittima difesa che tutti i cittadini devono esercitare per neutralizzare l’ arrogante strapotere sostenuto dalla certezza di impunità.

    FIRMA

    La norma, in via di approvazione, che prevede la responsabilità civile dei magistrati apre un contenzioso che merita di essere affrontato con una iniziativa popolare.
    Essere governati non coincide e non può coincidere con l’imposizione ed il subire le iniziative del governo senza poter manifestare una volontà contraria.
    Il giudice è una figura istituzionale che opera in nome e per conto dello Stato, cioè di tutti i cittadini. I ministri ed i parlamentari sono espressione di una parte politica, maggioranza relativa o assoluta. ma sempre parte. Per questo noi crediamo che parlamentari e ministri, a maggior ragione rispetto ai giudici, debbano essere chiamati alla responsabilità di errori e/o conseguenze nefaste dei loro atti.
    Partecipare a guerre non può diventare motivo di lucro, e deve essere valutato dal popolo italiano e non dai nominati delle segreterie, o, peggio, da transumanti prezzolati, in attesa di incarichi istituzionali.
    Così questo sito fa propria l’iniziativa di Rosario Amico Roxas per darne maggiore divulgazione per raccogliere un numero significativo di adesioni, per trasferire questa pubblica petizione ai rappresentanti della politica attiva dotati di una coscienza etica.

    ADERITE PER CHIEDERE CHE VENGA RICONOSCIUTA
    LA RESPONSABILITA’ CIVILE DEI MINISTRI E DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

    FIRMA

    Se la condividi diffondi la petizione ovunque ti sia possibile.

  2. Coloregrano afferma:

    Grazie per la segnalazione…

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  1. Pingback di Responsabilità civile : Il colore del grano - on Ottobre 9th, 2011 at 13:09

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