Le buone e le cattive notizie

Il voto di fiducia alla Camera e la contemporanea guerriglia per le strade di Roma hanno lasciato molti perplessi per non dire smarriti. Ci sono certamente i tifosi della politica che da un parte esultano per una vittoria al 90′ come se il gol l’avesse segnato Krasic anziché Scilipoti e dall’altra si mordono le mani di fronte ai sorrisi di Berlusconi, dopo aver cullato per settimane il sogno di un suo piano dirotto. Ci sono però quelli che si ricordano che in fondo Parlamento e Governo dovrebbero avere una funzione sociale diversa da Juve e Milan e che quindi soprattutto si chiedono con apprensione che cosa attende ora il nostro Paese, in termini di stabilità politica e sociale. Da questo punto di vista provo a enumerare un paio di buone notizie, iniziando però da una cattiva notizia, o per meglio dire una sgradevole sensazione.
Fino ad un paio di settimane fa il Presidente del Consiglio pareva un morto che cammina, almeno questa è l’immagine che ne trasmettevano le fonti di informazione super-partes (penso a Corriere, La Stampa, TG Sky). Ogni giorno si apprendeva dell’ultimo scandalo, dell’ultima dichiarazione inopportuna, dell’ultimo attacco al governo da parte esponenti della società civile e dell’impresa, e la discesa in campo di Montezemolo e della sua Lista Civica Nazionale pareva imminente. Ogni giorno usciva un sondaggio dal quale si apprendeva che il PdL aveva perso un punto percentuale rispetto a quello prima o che Berlusconi aveva perso 3 punti di fiducia ed il suo governo ancora di più. Poi la ruota ha iniziato ad invertire la sua marcia: su Sky si sono rivisti giornalisti di area berlusconiana in gran quantità, interviste inginocchiate ad esponenti della maggioranza hanno riempito la programmazione, La Stampa ha iniziato a rivalutare la figura del Premier, hanno ricominciato ad uscire sondaggi che davano il PdL in crescita e Montezemolo si è di nuovo eclissato. Il culmine si è avuto con la prima pagina de La Stampa di ieri che sentenzia a proposito delle accuse di commistione tra manifestanti violenti e polizia: “Nessun Infiltrato” e che poi riporta un paio di articoli della tipologia che non manca mai sui giornali della stampa berlusconiana in questi frangenti: “Complotto: il vecchio vizio della sinistra” (Solo della sinistra? Siamo proprio sicuri?) di Michele Brambilla e “Caro studente del 2010” di Flavia Amabile, ovvero la solita bacchettata a chi pensa ingenuamente di poter fare una manifestazione, senza assumere una squadra di esperti di controllo dell’ordine pubblico. Difficile dire se è solo una sensazione o se davvero c’è stata una svolta, che magari ha a che fare con lo scontro che si vive in questi giorni tra Confindustria e FIAT ma questi sbalzi di temperatura paiono davvero fin troppo sospetti. Se davvero Marchionne e FIAT avessero deciso una Santa Alleanza con Berlusconi per portare avanti la loro battaglia ho l’impressione che si tratterebbe di una decisione davvero infausta: per quanto si possa essere positivi in merito alla battaglia di Marchionne (e io non lo sono affatto) ho dei dubbi che in nome di questa battaglia si possano sostenere un governo e un leader che non garantiscono all’Italia come sistema più nessuna credibilità. I danni sarebbero certamente superiori ai benefici.

foto-rissa-aula-290x181.jpg La prima notizia positiva della giornata di Martedì è invece, dal mio punto di vista, la fiducia a Berlusconi: lo so che parrà strano ma la fiducia significa allontare, forse non di molto ma allontanare, il momento delle prossime elezioni. Non che il nostro paese esangue non richieda con urgenza un rinnovamento radicale della nostra classe politica, ma le elezioni non lo garantiscono, anzi se fatte oggi rischiano di allungare di altri cinque anni il mandato di una classe politica incapace e parassitaria. Si rischia fortemente una vittoria totale del Premier (maggioranza nella Camera e nel Senato) od una parziale (maggioranza nella Camera e alleanza postelettorale al Senato con qualche stampella centrodestrista) e quindi un azzeramento di quel poco che è rimasto dalla devastazione di questi anni. E’ vero che i sondaggi danno solo un risicato vantaggio a Pdl e Lega rispetto alla sinistra ma di qui alle elezioni vuoi che non spunti un appartamento ad Antibes (a Montecarlo no, quella è roba di destra) del cugino di Bersani o della zia di Vendola? Vuoi che D’Alema non faccia qualche dichiarazione del tipo: “Se vinciamo noi riintroduciamo l’ICI, la tassa patrimoniale e magari anche l’imposta sul macinato”? D’altronde mi pare che le dichiarazioni di ieri di Bersani promettano bene. A parità di incapacità di chi governa la sinistra quello che gioca a sfavore della maggioranza è il tempo: ogni giorno che passa c’è qualche giovane che diventa elettore e questo non aiuta il berlusconismo perché i giovani guardano poco la televisione e navigano molto su Internet e questa diavoleria di Internet alla maggioranza ed al suo leader non piace proprio per vari motivi: intanto è l’utente che sceglie cosa vedere, se vuole vedere gli spot pubblicitari, quando e come fruire dei contenuti e poi Internet è difficile da controllare, un vero signor Internet con cui trovare un accordo non c’è e i signori Internet che ci sono sono troppi, parlano in inglese, non capiscono le barzellette e non sembrano apprezzare particolarmente le ville in Sardegna e la disponibilità di giovani fanciulle. L’ideale sarebbe bloccare la diffusione di Internet ed in parte l’hanno fatto visto che l’Italia è agli ultimi posti in Europa, ma la Rete è comunque un fiume in piena che il nostro non riesce a fermare. Tutto questo mi porta a pensare che lasciare Berlusconi cullarsi sul suo trono ancora per qualche mese non faccia che rendere più traballante il trono stesso e più probabile la sua caduta. Non è molto ma in questa fase dobbiamo accontentarci.

giubbotto_beige.jpgLa seconda buona notizia nasce da quanto seguìto agli incidenti di Roma. Per una volta in quegli incidenti i violenti, gli idioti, gli ultras romanisti e laziali, gli infiltrati o qualunque cosa siano, sono rimasti ben separati dai manifestanti. Non sempre è facile perché la rabbia è comprensibilmente tanta di fronte agli abusi della politica e talvolta anche delle forze dell’ordine e quando sei arrabbiato tendi ad assomigliare tanto ad un idiota, tra l’altro questa volta non c’era Casarini, non c’erano tute bianche, anche i Centri Sociali erano più tranquilli del solito. E allora gli idioti erano più facili da riconoscere e quando sono più riconoscibili è più facile vedere cosa fanno, se familiarizzano con i poliziotti, se hanno le manette o i manganelli, magari farsi venire perfino il dubbio che tanto idioti non siano, e allora è più difficile, per chi si candidi ad erede delle strategie di Cossiga, pilotare i disordini, convincere l’opinione pubblica che chi protesta è fonte di instabilità e pericolo. Come brillantemente scritto da Saviano, ogni sanpietrino lanciato è un voto di fiducia in più per Berlusconi ed il fatto che questo lo abbiano capito in tanti e che attorno a chi lancia il sanpietrino, chiunque sia e chi lo piloti, si sia creato il vuoto, è davvero la più bella notizia che potesse arrivare.

17 Dicembre 2010

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