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	<title>Il colore del grano</title>
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	<description>Questo è il mio blog, benvenuto</description>
	<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 13:25:07 +0000</pubDate>
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		<title>Molto di quello che non sai potrebbe essere falso</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jun 2013 13:10:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano emozionanti gli anni novanta, non c&#8217;è che dire! Io ero ancora nella mia terza decade e ero uno dei tanti che viveva quella sensazione diffusa che ci fosse un grande mistero che qualcuno non ci voleva dire e che invece piano piano la società civile avrebbe scoperto. C&#8217;era la classe politica corrotta, scoperchiata da Tangentopoli, c&#8217;erano i grandi intrighi internazionali che stavano dietro alle guerre americane, c&#8217;erano i misteri irrisolti, c&#8217;era la sensazione di una porta chiusa che di lì a poco si sarebbe aperta. L&#8217;avvento di Internet ci diede la sensazione che la Rete sarebbe stata il grimaldello per aprire quella porta. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/complotto-11-9.jpg" title="Complotto 11-9"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/complotto-11-9.jpg" class="floatright" alt="complotto-11-9.jpg" width="200" /></a>Cominciammo a ricevere mail in cui ci veniva spiegato che in giro eravamo circondati dai complotti: c&#8217;era il WTO, c&#8217;era Bilderberg, c&#8217;erano gli sceicchi arabi che sostenevano Al Qaeda ma che erano contemporaneamente culo e camicia con Bush, c&#8217;erano i parlamentari che si aumentavano continuamente lo stipendio, c&#8217;erano sostanze velenose che ci aggredivano ovunque. Alcune cose erano vere, altre meno, ma noi non eccellevamo in senso critico, desiderosi come eravamo di sapere tutto, di scoperchiare ogni segreto, anche quelli che odoravano un po&#8217; di bufala. Poi venne l&#8217;11 Settembre, la guerra preventiva, le armi di distruzioni di massa, la falsità svelata divenne quasi un esercizio quotidiano, anche perché in qualche caso diveniva fin troppo facile, però parallelamente, visto che il genere tirava, c&#8217;era chi ne approfittava sempre più, le fandonie più sfacciate circolavano senza remore e scoprire le bufale divenne un esercizio sempre più popolare. Ricordo come ci restai male, dopo aver letto un articolo che diceva che sul Pentagono non era mai caduto un aereo, quando ne lessi un altro che smontava il primo punto per punto, in modo assolutamente credibile e convincente. Ricordo con quale orgoglio sfoggiai una volta con i colleghi le mie letture complottiste in merito allo sbarco sulla luna e quanto masticai amaro quando mi spiegarono che erano fandonie. In quegli anni (2003) uscì un libro di successo dal titolo <a href="http://it.scribd.com/doc/50094429/Tutto-quello-che-sai-e-falso-vol-1">&#8220;Tutto quello che sai è falso&#8221;</a> che riassumeva lo <em>Zeitgeist </em>di quell&#8217;epoca. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/tutto-quello-che-sai.gif" title="Tutto quello che sai è falso"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/tutto-quello-che-sai.gif" alt="tutto-quello-che-sai.gif" class="floatright" width="250" /></a>Parallelamente però stavamo crescendo (e forse anch&#8217;io un po&#8217;) e abbiamo cominciato a scoprire che poi non c&#8217;erano tutti questi segreti, e che anche quando quei pochi segreti che c&#8217;erano saltavano fuori non succedeva niente di trascendentale. Quando gli americani hanno scoperto che Bush e i suoi scagnozzi li avevano truffati con le armi di distruzioni di massa, mandando a morte migliaia di soldati per difenderci da armi che non esistevano, mica li hanno linciati sulla pubblica piazza&#8230;<br />
Il grande circo della Rete negli anni seguenti ci ha un po&#8217; assuefatto alle &#8220;scoperte&#8221;, tanto che quanto è arrivato Assange con il suo Wikileaks ci ha trovati già con la pancia piena. Doveva far crollare il mondo con i suoi terribili segreti ma alla fine la cosa più sconvolgente che abbiamo scoperto è che gli americani pensano che Berlusconi sia un incapace, che se me lo chiedeva glielo dicevo io ad Assange&#8230;<br />
Come sempre quando i fenomeni di nicchia diventano di massa, è perché nella nicchia sono stati da un pezzo superati e mentre Grillo snocciola di fronte a masse plaudenti verità terribili, <a href="http://www.ilpost.it/davidedeluca/2013/05/31/il-record-di-beppe-grillo/">spesso false</a>, mentre folle oceaniche vanno ad <a href="http://www.vice.com/it/read/paranoia-bilderberg-teorie-cospirazioniste">assediare le riunioni di Bilderberg</a>, una parte dell&#8217;opinione pubblica sta già andando oltre, ad una serena rassegnazione che poi non c&#8217;è molto altro da scoprire oltre quello che già sospettiamo: che non significa chiudere gli occhi di fronte alle denunce ma esaminarle con la stessa propensione al dubbio che ci induce a cercarle. Nel frattempo però il business della &#8220;denuncia&#8221; si è espanso e non ha intenzione di ridimensionarsi, piuttosto c&#8217;è chi cerca di tenerlo in piedi a viva forza.<br />
Ho iniziato a leggere il Fatto Quotidiano nel 2007 quando nella mia parabola di consumatore di giornali di denuncia ero già sul lato discendente. Ho smesso quando mi sono reso conto che la verità non era percepita come un obbligo ma solo come un&#8217;opzione tra quelle possibili ed era sacrificabile laddove la denuncia si imponesse. Non mi ha sorpreso leggere di una <a href="http://www.ju29ro.com/terzo-anello/4935-orrori-di-stampa-la-sentenza-che-non-ce-nel-mondo-del-travaglismo.html">vicenda occorsa recentemente</a> che trovo molto significativa. Settimane fa è stato trasmesso da una televisione olandese un documentario che aveva come argomento il processo cui il medico della Juventus Agricola e l&#8217;allora amministratore delegato Giraudo furono sottoposti per l&#8217;utilizzo di farmaci e di doping. La trasmissione sembrava volere scoprire chissà quali segreti ma in realtà raccontava semplicemente il processo, intervistando il PM Guariniello e il perito della Procura D&#8217;Onofrio che ovviamente riproponevano le accuse a suo tempo mosse. Il processo si concluse, per quanto riguarda l&#8217;accusa di somministrazione di doping con l&#8217;assoluzione in Cassazione dei due accusati, mentre, per quanto riguarda l&#8217;abuso di farmaci, si concluse con l&#8217;annullamento in Cassazione dell&#8217;assoluzione maturata in Appello e conseguente sopraggiungenza dei termini di prescrizione. Nella sostanza si trattava, per il secondo punto, della pratica discutibile ma allora diffusissima di somministrare farmaci (alcuni di quali di uso comune, tipo Voltaren) anche a giocatori sani, per migliorarne il recupero dalla fatica, per il primo punto, di un&#8217;ipotesi di utilizzo di EPO costruita, appunto dal D&#8217;Onofrio, su alcuni casi di sbalzo (pur restando nell&#8217;ambito di livelli nella norma) di ematocrito, emersi dopo l&#8217;esame dello storico dei prelievi di sangue eseguiti sui giocatori della Juventus. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/fatto_rettifica.jpg" title="Rettifica del Fatto"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/fatto_rettifica.jpg" class="floatright" alt="fatto_rettifica.jpg" width="400" /></a>Il Fatto, nella sua edizione online, copriva l&#8217;evento con <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/28/olanda-in-tv-documentario-sul-doping-nella-juve-anni-90-con-troppe-omissioni/609041/">un articolo</a>, il cui <a href="http://i78.servimg.com/u/f78/15/61/65/84/58211811.jpg">finale</a> sottolineava la tendenziosità del documentario e il fatto che il documentario sembrava costruito apposta per delegittimare la sconfitta che gli olandesi dell&#8217;Ajax subirono nel 1996 nella finale di Champions League ad opera della Juve stessa. Però evidentemente questo finale non andava bene, non era abbastanza tendenzioso, suonava difensivo, protettivo: e il segreto? Il mistero? Il complotto? E allora arrivava una <a href="http://i78.servimg.com/u/f78/15/61/65/84/94307111.jpg">rettifica della redazione</a> che rifaceva il finale con un riferimento alla sentenza &#8220;nebulosa&#8221; e alle &#8220;ombre&#8221; relative.<br />
E così tendo a ritrovarmi con <a href="http://leonardo.blogspot.it/2013/06/i-blog-del-fatto-non-esistono.html">chi lascia intendere che</a> ormai è come se ne Il Fatto si fossero ritrovati tutti quei complottisti, spammer e predicatori che guardavo con ammirazione nel 1998, con qualche dubbio nel 2002, con diffidenza nel 2006 e con disgusto nel 2013. Spiace un po&#8217; perché ho amato questo giornale ma è la storia di tutte le ondate polito-sociali, ciò che è avanguardia oggi diventa conformismo domani, il cosciotto così bello e appetitoso quando è appena uscito dal forno, risulta poi inguardabile quando giace freddo e spolpato nel piatto sporco. Ho l&#8217;impressione che nel frattempo la società sia cresciuta in maturità e consapevolezza e questo, almeno, suona decisamente positivo.</p>
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		<title>Soma torna si (tr. siamo di nuovo qui)</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2013 08:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coloregrano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Sono passate un po&#8217; di settimane ormai ma un pezzo sulla chiusura della stagione calcistica non vorrei farmelo mancare. Per il popolo biancoenero non è stata una stagione così perfetta come quella passata. Lo scudetto un po&#8217; ce lo aspettavamo, mentre l&#8217;anno passato all&#8217;inizio pareva pura chimera; nessuno quest&#8217;anno sperava seriamente nella vittoria in Coppa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/suma-turna-si.jpg" title="Suma turna si"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/suma-turna-si.jpg" class="floatright" alt="suma-turna-si.jpg" width="350" /></a>Sono passate un po&#8217; di settimane ormai ma un pezzo sulla chiusura della stagione calcistica non vorrei farmelo mancare. Per il popolo biancoenero non è stata una stagione così perfetta come quella passata. Lo scudetto un po&#8217; ce lo aspettavamo, mentre l&#8217;anno passato all&#8217;inizio pareva pura chimera; nessuno quest&#8217;anno sperava seriamente nella vittoria in Coppa dei Campioni ma certo che qualche sogno lo si era fatto e un&#8217;eliminazione così netta come quella rimediata contro il Bayern non c&#8217;è piaciuta; dopo l&#8217;imbattibilità della scorsa stagione quest&#8217;anno di sconfitte ne abbiamo collezionate parecchie e non è mai bello.<br />
Però questa stagione, proprio perché non inaspettata, è stata forse quella che ha restituito ai tifosi di colei che un tempo veniva definita Madama quella serenità perduta nel 2006. Lo scudetto è arrivato non come conquista insperata ma come constatazione di superiorità. Come un tempo, superiori in Italia, ci siamo ritrovati a dover recriminare sulla nostra inferiorità in Europa, esperienza frequentwe di una società che, stando sempre un po&#8217; fuori dai giochi del nostro calcio, risente poco delle oscillazioni del resto dell&#8217;ambiente di casa nostra. Ciò la rende quasi sempre la migliore nei periodi più bui del calcio italiano, venendo invece talvolta superata da altre proprio nei periodi di massimo splendore della &#8220;pedata&#8221; italica.<br />
Per completare il ritorno al passato, non ci siamo fatti mancare le recriminazioni di chi è arrivato dietro, a partire dall&#8217;<a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1437">assurda polemica</a> sulla Supercoppa di Pechino, per proseguire con le <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1448">discussioni surreali</a> sulla posizione di Conte durante il suo periodo di squalifica, senza dimenticare le <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1463">vicende di Catania-Juve</a> (a proposito: Pulvirenti avrà visto il recente spareggio di Lega Pro <a href="http://www.youtube.com/watch?list=UUL4XUUeE55MU8g7y46tiQOg&amp;feature=player_embedded&amp;v=fnEzBAiQrTk#t=2m48s">Cuneo-Reggiana</a>?), per finire con il mantra delle proteste interiste contro gli arbitri. Ecco quest&#8217;ultimo punto forse è quello che ha reso più lieti i tifosi zebrati: sentire Moratti, dopo avere preso quattro pappine dall&#8217;Atalanta in casa propria, <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Inter/07-04-2013/stramaccioni-ira-gervasoni-ma-che-cosa-ha-fischiato-92878163747.shtml">scagliarsi contro l&#8217;arbitro</a> è stato uno dei momenti che più di ogni altro hanno sancito che il calcio italiano è tornato alla normalità e alla regolarità pre-2006. Per carità, i tentativi di condizionare gli eventi, dall&#8217;alto del proprio strapotere mediatico, ci sono sempre e <a href="http://www.calcioblog.it/post/183137/bergonzi-spinge-il-milan-in-champions-la-fiorentina-furiosa">talvolta funzionano</a> anche, ma fortunatamente incidono sempre relativamente poco.<br />
Alla fine tutto ciò è consolante anche per i non-juventini: ci dice che le congiure di palazzo, anche quelle apparentemente più laceranti, hanno effetti relativamente effimeri e sono i valori fondamentali ad emergere e ad imporsi. In fondo è una conclusione che ci restituisce speranza che il tempo possa essere galantuomo anche in settori meno frivoli della nostra vita.</p>
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		<title>La Stato per nemico</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2013 18:57:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La recente sentenza del Tribunale di Roma ha decretato che i poliziotti accusati del pestaggio a Stefano Cucchi sono innocenti. Apparentemente si tratta di quello che si definisce correntemente un&#8217;insufficienza di prove: non è stato possibile provare che a massacrare il ragazzo causandone poi, dopo qualche giorno di agonia, la morte, siano stati gli agenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recente sentenza del Tribunale di Roma ha decretato che i poliziotti accusati del pestaggio a Stefano Cucchi sono innocenti. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/stefanocucchi.jpg" title="Stefano Cucchi"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/stefanocucchi.jpg" class="floatright" alt="stefanocucchi.jpg" width="250" /></a>Apparentemente si tratta di quello che si definisce correntemente un&#8217;insufficienza di prove: non è stato possibile provare che a massacrare il ragazzo causandone poi, dopo qualche giorno di agonia, la morte, siano stati gli agenti che ne erano accusati o altri. Ammettiamo anche che sia vero, ammettiamo che non ci fossero prove per individuare chi, nella catena di persone che nei giorni della sua detenzione lo ha avuto in custodia, l&#8217;abbiano ridotto in fin di vita. Ammettiamo che la sentenza non sia il solito compromesso frutto di una catena di complicità, connivenze, omertà che abbracciano il sistema poliziesco-giudiziario nel suo complesso. Supponiamo anche che il pestaggio possa essere stato eseguito da una mente criminale dotata di tale acume da non lasciare nessuna prova e nessun testimone, anche se la <a href="http://www.ilpost.it/2011/05/11/morti-carcere-manconi/">ricostruzione degli eventi</a> lascia più intendere un tentativo collettivo, goffo e ingenuo, di occultare la verità.<br />
C&#8217;è comunque un problema. Tutto questo non è accaduto in un vicolo buio di una periferia cittadina, in mezzo ad un parco o in una cantina. E&#8217; accaduto ad un imputato in regime di detenzione, nella presa stretta ma sicura che lo Stato dovrebbe esercitare su chi si trova in stato di arresto; e invece in quella stretta qualcuno ha massacrato di botte il ragazzo e il nostro sistema giudiziario non è nemmeno stato in grado di scoprire chi, dove, perché. Se un individuo, in regime di custodia, quindi quello che dovrebbe essere il più controllato possibile. può essere massacrato di botte fino alla morte, senza che resti traccia dell&#8217;evento, quale certezza possiamo avere della nostra sicurezza, in un vicolo buio, in mezzo ad un parco o in una cantina? Come facciamo a scandalizzarci perché un tizio se ne va in giro per la strada impunemente scannando ignari passanti con un piccone, quando una violenza altrettanto efferata e gratuita è messa in atto da chi è stato addestrato ad essere un fedele servitore dello Stato? E questo senza nemmeno poi dover rispondere di questa violenza&#8230;<br />
Smettiamola di parlare di giustizia e sicurezza a vanvera: un corpo di Pubblica Sicurezza che al suo interno ha sacche di violenza, di illegalità, di omertà e di connivenza degne di un&#8217;organizzazione malavitosa non può assicurare giustizia e sicurezza a nessuno. Finché non ci sarà un profondo rinnovamento dei metodi di reclutamento, di formazione e di selezione del personale, finché le forze di Polizia non pretenderanno da sé stesse la stessa trasparenza che chiedono ai cittadini, ci ritroveremo sempre a contare le vittime di questo sistema e a considerare la forza pubblica più un pericolo che una fonte di sicurezza. E i <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/06/06/terni-polizia-carica-lavoratori-ex-thyssenkrupp-in-corteo-sindaco-ferito/616966/">fatti di Terni</a> non fanno che confermarci tutto ciò.</p>
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		<title>La vittoria silenziosa</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 06:15:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esito del primo turno delle elezioni amministrative della scorsa settimana ha indubbiamente stravolto le aspettative di molti. La delusione delle elezioni politiche, le divisioni seguite ai tentativi di formare un nuovo governo ed infine la controversa decisione di allearsi con Berlusconi avevano lasciato prevedere ai più che le coalizioni che ruotavano attorno al PD sarebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/vignetta-pd.jpg" title="Vignetta PD"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/vignetta-pd.jpg" class="floatright" alt="vignetta-pd.jpg" width="300" /></a>L&#8217;esito del primo turno delle elezioni amministrative della scorsa settimana ha indubbiamente stravolto le aspettative di molti. La delusione delle elezioni politiche, le divisioni seguite ai tentativi di formare un nuovo governo ed infine la controversa decisione di allearsi con Berlusconi avevano lasciato prevedere ai più che le coalizioni che ruotavano attorno al PD sarebbero andate incontro ad una disfatta epica. Così non è stato, anzi al contrario, anche se <a href="http://thepolloweb.blogspot.it/2013/05/veni-vidi-inciuci-di-marco-travaglio.html">qualcuno non si rassegna</a>, in 16 comuni capoluogo su 16 la coalizione del PD ha ottenuto la maggioranza relativa, quasi ovunque molto ampia, con exploit imprevedibili in alcune roccaforti della destra, in Lombardia e Veneto in particolare.<br />
I sondaggi non annunciavano un trionfo cinquestellato ma davano comunque il PdL in crescita, e invece le cose sono andate malissimo per i primi e male per i secondi. Ci si girerà attorno, si dirà che rispetto alle politiche&#8230; blablabla&#8230; La verità è che nemmeno i sostenitori del PD più incrollabilmente ottimisti si sarebbero aspettati un esito simile. Cosa è successo? Come mai una simile sorpresa? Credo che la risposta stia in quella bestia nera dei sondaggisti che chiamerei motivazione al voto. Credo che le facili previsioni della vigilia si siano rivelate errate per lo stesso  motivo per il quale sbagliano i sondaggi e sbagliano perfino gli exit  poll: l&#8217;atteggiamento degli elettori di fronte alla scheda elettorale è  diverso da quello che hanno rispetto alla telefonata dell&#8217;istituto di  sondaggi ed è diverso da quello che hanno di fronte all&#8217;incaricato degli  exit-poll, così come è diverso l&#8217;atteggiamento che gli elettori hanno  di fronte ad una tornata elettorale politica e una amministrativa. Il  fatto che ci siano poi elettori per i quali questa diversità è più  marcata e altri per i quali è più tenue (perché intimamente più convinti  del loro voto) e che queste due categorie non siano distribuite  omogeneamente tra le diverse forze politiche spiega il mistero.<br />
<a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/vignetta-elezioni.jpeg" title="Vignetta sulle elezioni"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/06/vignetta-elezioni.jpeg" alt="vignetta-elezioni.jpeg" class="floatright" width="250" /></a>Ci sono ad esempio persone, come ad esempio il sottoscritto che considerano il voto un preziosissimo diritto di cui vale sempre la pena di approfittare, altri che lo considerano un dovere civico, tra i quali alcuni considerano questo dovere più sentito quando c&#8217;è di mezzo il Parlamento, meno quando si tratta di amministrazioni locali. Ho l&#8217;impressione che in questa ultima categoria rientrino quelli che meno si interessano di politica, che sentono di meno una collocazione tra destra e sinistra. Sono anche quelli che, non avendo convinzioni profonde in merito, quando votano, più si fanno influenzare dal percepito tramite i media, il personaggio più visibile, quello che spara la promessa più succulenta, per quanto non mantenibile. Ipotizzerei (grazie a qualche indizio che viene dai flussi elettorali) che molti di costoro abbiano alla fine votato alle ultime elezioni politiche per il M5S, affascinati dall&#8217;onda di novità che Grillo ha portato nelle piazze, o che abbiano votato invece forse per Berlusconi, forse per le promesse roboanti, forse per il fascino narrativo del rientro nei giochi di chi sembrava ormai esser stato messo da parte.<br />
Per contro c&#8217;era una componente dell&#8217;elettorato che segue con attenzione le vicende politiche, che a Febbraio votò Bersani e che da allora non ha trovato alternative valide che lo inducessero a cambiare idea. Non le hanno trovate in Berlusconi ( e sarebbe stato strano lo votassero adesso dopo vent&#8217;anni contro) ma neanche in Grillo che sembra far di tutto per non rendersi attraente ai loro occhi. Alla fine, anche se Letta e il suo governo non esaltano molti di loro, considerano questo un bel passo avanti rispetto ai governi che sono venuti prima. Considerando che questa parte dell&#8217;elettorato considera votare comunque una scelta migliore che non farlo non sorprende che si sia recata alle urne e abbia votato per il PD o suoi alleati. Non stupisce allo stesso modo che una buona parte dell&#8217;elettorato meno motivato, quello che a Febbraio si è rivolto prevalentemente a M5S e PdL, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-02/lastensionismo-asimmetrico-capitale-premia-082741.shtml?uuid=AbW6HR1H">abbia ritenuto a questo giro di fare altro</a>, cosa confermata dai flussi elettorali. Si badi che questo non vuol dire che l&#8217;elettorato di Grillo o di Berlusconi siano stati realmente erosi e che chi Domenica e Lunedì scorsi è stato a casa non tornerà a votare per l&#8217;uno o l&#8217;altro al prossima volta, vuol solo dire che l&#8217;elettorato dei due risulta oggi mediamente meno &#8220;motivato&#8221; di quello del PD.<br />
Non diamo quindi dello schizofrenico agli elettori; l&#8217;elettorato è costituito da una massa di individui l&#8217;uno diverso dall&#8217;altro, che ha comportamenti eterogenei, diversi caso per caso, che vanno analizzati caso per caso. Non stupiamoci se alle prossime elezioni politiche il M5S otterrà di nuovo un ottimo risultato e Berlusconi le vincerà. La logica c&#8217;è, a guardare bene, ma non aspettiamoci che una massa di milioni di persone abbia una logica comportamentale semplice e lineare.</p>
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		<title>29 Maggio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 15:27:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coloregrano</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il bianco e il nero sulla pelle]]></category>

		<category><![CDATA[L'Italia nuda come sempre]]></category>

		<category><![CDATA[Specchio delle mie brame]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanto ci sforziamo di essere creature razionali, spesso ci dimentichiamo di quali esiti possano avere i nostri atti, fintanto che gli esiti non si palesano di fronte ai nostri occhi. Per questo credo che la cosa migliore da fare di fronte ad eventi tanto assurdi e abnormi quanto ciò che accadde a Bruxelles 28 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/heysel-stadium.jpg" title="Strage dell'Heysel"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/heysel-stadium.jpg" alt="heysel-stadium.jpg" class="floatright" width="350" /></a>Per quanto ci sforziamo di essere creature razionali, spesso ci dimentichiamo di quali esiti possano avere i nostri atti, fintanto che gli esiti non si palesano di fronte ai nostri occhi. Per questo credo che la cosa migliore da fare di fronte ad eventi tanto assurdi e abnormi quanto ciò che accadde a Bruxelles 28 anni fa è ricordarsene. Questo è quello che ho pensato quando ho letto la <a href="http://www.calciomercato.com/news/juve-a-torino-una-via-per-le-vittime-dell-heysel-822933">notizia</a> di una mozione in Comune a Torino per l&#8217;intitolazione di una via nei pressi dello Stadio della Juventus alle vittime dell&#8217;Heysel. Forse non ci sarebbero dovuti volere 28 anni per decidere di ricordarsi di quanto accaduto, ma meglio tardi che mai.<br />
Nel mio piccolo anche quest&#8217;anno riracconto quel che vidi accadere quel tragico 29 Maggio.</p>
<p><strong>Ore 16</strong>: dopo una breve gita ad Anversa, l’autobus ci  riporta  in albergo a Mechelen. Carichiamo quelli che erano rimasti lì e   partiamo verso lo stadio. Sul pullman ci vengono dati i biglietti della   partita. Faccio notare a mio padre una stranezza: il settore indicato   sembrerebbbe posizionato nella stessa curva nella quale i giornali   collocavano i tifosi inglesi. Probabilmente i giornali sbagliavano…<br />
<strong>Ore 17</strong>: arriviamo allo Stadio. Non sembra di essere nel  Nord  Europa. Lo stadio è una struttura fatiscente, scalcinata e  arrugginita.  Il recinto esterno è costituito da un reticolato ossidato e   bucherellato ovunque e la zona interna al recinto è piena di erbacce,   come fosse abbandonata da anni. Non c’è nemmeno un cartello ad indicarci   il settore e solo seguendo il flusso di chi si era informato col   passaparola arriviamo di fronte ad un ingresso sul quale si intuisce che   un tempo vi fosse scritto: “Settore X-Y-Z”. In breve siamo dentro ma   c’è qualcosa che non va: attorno a noi ci sono troppe facce e bandiere   inglesi per tranquillizzarci. Capiamo che il nostro settore non è quello   ma bensì quello al di là della rete da pollaio che divide in due la   curva. I più rapidi scavalcano la rete. Diceva De Andrè: <em>“Si sa che gli sbirri e i carabinieri spesso al loro dovere vengono meno”</em>   aggiungerei io “tranne che quando sarebbe opportuno farlo” e infatti   una gendarme belga, dotata di cane al seguito, dimostrando un quoziente   intellettivo rasoterra, blocca tutti gli altri votandoci al linciaggio.   Mio padre nel suo discreto francese spiega alla gendarme la  situazione:  che cioè non ci è più possibile rientrare perché ci hanno  già strappato i  biglietti e che non ci è nemmeno possibile vedere la  partita lì per  ovvi motivi. La gendarme è comprensiva e simpatetica  quanto un  parchimetro rotto. Decidiamo di uscire comunque, avremmo poi  deciso come  fare. Troviamo un serpentone formatosi nel frattempo che  decidiamo  essere la coda del nostro settore e ci posizioniamo lì.<br />
<strong>Ore 18.30</strong>: dopo circa un’ora di coda arriviamo  all’ingresso che è  una porticina larga quanto una persona. C’è una  fortissima  compressione, il serpentone si fa piccolo per entrare in  quella  porticina e alla fine si entra trascinati dalla folla. Lo  strappatore  di biglietti ne controlla uno ogni tanto. Io e mio padre lo  ignoriamo e  siamo dentro. Il settore Z è strapieno. Anche all’interno lo  stadio è  completamente in rovina. Le gradinate in cemento sono ovunque  rotte e  crepate. Siamo stipati come bestie al macello, tanto che il  tizio  francese o belga di fianco a me mi spintona ogni volta che si  gira. Il  tifo organizzato bianconero è nell’altra curva, attorno a noi  famiglie,  gruppi di signori di mezza età: apparentemente i gruppi delle  agenzie  turistiche.<br />
<strong>Ore 19</strong>: Una comparsata delle squadre in campo ha  scatenato i  primi cori e la prima adrenalina. Guardiamo con crescente   preoccupazione al settore inglese che sembra in ebollizione.<strong><br />
Ore 19.15</strong>: Parte il primo bengala, basso, ad altezza d’uomo,  per  colpire. Rimaniamo sbigottiti, si levano proteste e fischi ma dopo   pochi secondi parte un secondo razzo e poi un terzo e poi altri ad   intervalli regolari. Non sembra più solo la stupidità di un singolo,   inizia a serpeggiare la paura, ci si inizia a sentire come bersagli.   Passano pochi minuti e la rete da pollaio di cui sopra viene divelta. I   primi inglesi scavalcano ed attaccano il settore italiano, inizia la   mattanza. Come pervasi da una follìa omicida quelli iniziano a menare   fendenti a chi incontrano, a raccogliere i calcinacci che si staccano   dalle gradinate ed a lanciarle sulla folla inerme, uno di quei   calcinacci spacca la testa di un tizio di fianco a mio padre che quando   si gira vedo macchiato del sangue di costui. La folla arretra, si crea   una ressa insostenibile, mi sento comprimere il petto. Non capisco dove   stiamo andando ma non c’è modo di fare scelte. Poi improvvisamente la   ressa si alleggerisce, è successo qualcosa, non so che cosa. Gli  inglesi  sono sempre là anche se pare che l’assalto si sia fermato, ma  mi  accorgo che qualcuno ha superato le transenne per cercare salvezza  nel  campo di gioco dove è accolto con il manganello da altri gendarmi  che il  destino non ha dotato di facoltà intellettive. Penso ci sia modo  di  seguirli, urlo a mio padre che si può scendere e scendo di qualche   gradino verso il basso. No…… Rimango impietrito, attonito. Davanti a me   c’è una distesa di corpi, non ci posso credere, non ci voglio credere.   Mentre piovono ancora bottigliette un ragazzo sta facendo il massaggio   cardiaco ad un ragazza. Vorrei piangere, vorrei urlare, vorrei fare   qualcosa ma è dannatamente troppo tardi. Digrigno i denti. <em>“Vorrei ammazzarli tutti quei cazzo di inglesi, ammazzarli tutti, cazzzo!!!”</em>.   Puoi leggere e guardare tutto ciò che vuoi sulla guerra ma solo quando   ci affondi dentro, solo quando vedi accanto a te dei corpi cadere,   capisci quando è facile reagire alla violenza con violenza, quanto è   facile farsi trascinare nella spirale. Dalle mie spalle sento la voce di   mio padre. <em>“C’è l’uscita, c’è l’uscita. E’ libera”</em>. Quella   porticina, da cui pochi minuti prima erano entrate le persone che erano   lì distese, adesso è là, libera, non c’è nessun maledetto inglese tra   noi ed essa. Urlo a mio padre: <em>“E’ morta della gente. E’ morta”</em>.   Mio padre mi trascina via, sento che qualcuno dietro di noi è stato   ancora colpito da qualcosa. Imbocchiamo la porticina, siamo fuori. Fuori   però c’è ancora il recinto e l’uscita è davanti al settore inglese, ma   fortunatamente quella vecchia recinzione arrugginita è piena di buche,   forziamo una di quelle e siamo fuori. Andando verso il parcheggio  degli  autobus incontriamo una famiglia inglese, padre, madre e figlio.  Ho una  rabbia folle dentro di me che non riesco a controllare e la  faccia mi si  contrae in una smorfia che da quel giorno accompagna tutti  i miei  momenti di grande rabbia. Il bambino mi guarda spaventato.  Chissà se  quel bambino si è mai domandato perché avessi quella faccia  quel giorno…<br />
<strong>Ore 20.15</strong>: Siamo al parcheggio degli autobus e  cerchiamo di  capire cosa è successo, perché, come. Vediamo arrivare  piano piano gli  altri della comitiva. Intanto la radio e la televisione  diffondono le  prime notizie.<br />
<strong>Ore 22</strong>: L’autobus si avvia verso Mechelen. Non ci sono tutti. Facciamo il conto di chi manca come chi conta i suoi caduti.<br />
<strong>Ore 23</strong>: Arriviamo in albergo. Qualcuno accende la  televisione.  Stanno giocando. Guardo come fossero fantasmi gli eroi per i  quali  eravamo venuti fin quassù, eravamo venuti pensando a tante cose  ma mai  alla morte. Ricordo ancora gli occhi spiritati di Tacconi in un  ricordo  liquido come quello di un incubo.<br />
<strong>Ore 24</strong>: Usciamo a mangiare qualcosa. Una signora belga,  dalla  finestra, in un ottimo italiano, ci esprime solidarietà. Mi  commuovo.  Solo e soltanto in quel momento mi sembra di essere tornato  sulla terra  che conoscevo.</p>
<p>In ricordo di<br />
<strong>Rocco Acerra<br />
Bruno Balli<br />
Alfons Bos<br />
Giancarlo Bruschera<br />
Andrea Casula<br />
Giovanni Casula<br />
Nino Cerrullo<br />
Willy Chielens<br />
Giuseppina Conti<br />
Dirk Daenecky<br />
Dionisio Fabbro<br />
Jaques François<br />
Eugenio Gagliano<br />
Francesco Galli<br />
Giancarlo Gonnelli<br />
Alberto Guarini<br />
Giovacchino Landini<br />
Roberto Lorentini<br />
Barbara Lusci<br />
Franco Martelli<br />
Loris Messore<br />
Gianni Mastrolaco<br />
Sergio Bastino Mazzino<br />
Luciano Rocco Papaluca<br />
Luigi Pidone<br />
Benito Pistolato<br />
Patrick Radcliffe<br />
Domenico Ragazzi<br />
Antonio Ragnanese<br />
Claude Robert<br />
Mario Ronchi<br />
Domenico Russo<br />
Tarcisio Salvi<br />
Gianfranco Sarto<br />
Amedeo Giuseppe Spolaore<br />
Mario Spanu<br />
Tarcisio Venturin<br />
Jean Michel Walla<br />
Claudio Zavaroni</strong></p>
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		<title>La TAV e la secessione</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 06:12:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coloregrano</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Chiusa San Michele]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho vissuto la mia adolescenza a Varese e ci torno sovente, visto che i miei genitori abitano ancora là. Conosco bene quindi il modo in cui la Lega, nelle zone in cui ha governato, ha cercato di culturalizzare il proprio potere, imponendo i propri simboli e i propri modelli anche a quegli spazi pubblici che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/20121227_130854_rotonda_varese.jpg" title="Rotonda all'ingresso di Varese con i leader della Lega nella veste di ciclisti"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/20121227_130854_rotonda_varese.jpg" class="floatright" alt="20121227_130854_rotonda_varese.jpg" width="300" /></a>Ho vissuto la mia adolescenza a Varese e ci torno sovente, visto che i miei genitori abitano ancora là. Conosco bene quindi il modo in cui la Lega, nelle zone in cui ha governato, ha cercato di culturalizzare il proprio potere, imponendo i propri simboli e i propri modelli anche a quegli spazi pubblici che dovrebbero essere di tutti, non solo di chi li ha votati. Mi riferisco ai simboli padani <a href="http://www.gennarocarotenuto.it/13879-zerbino-doro-per-la-lega-nord-ad-adro/">nelle scuole</a>, negli uffici pubblici e nell&#8217;<a href="http://www2.varesenews.it/articoli/2002/novembre/varese/15-11sole.htm">arredo urbano</a>, mi riferisco ai <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2008/10/28092008001.jpg">cartelli in doppia lingua</a>. Trovo queste scelte un attacco preciso e strutturato ai fondamenti della democrazia che può difendersi dalla classica critica di Tocqueville (&#8221;La democrazia è la dittatura della maggioranza&#8221;) solo se tiene ben ferma la distinzione tra un mandato di governo e l&#8217;appropriazione della cosa pubblica, e quindi ci si ricorda che il pubblico è uno spazio tanto degli uni quanto degli altri, indipendentemente da chi abbiano votato. Chi segue questo blog sa che non sono un simpatizzante della Lega, ma terrei a precisare che, come tutti i principi, questo vale indipendentemente dal contesto e mi opporrei a chi facesse dello spazio pubblico una bacheca delle sue proposte politiche, anche laddove le condividessi pienamente. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/cartello-notav.jpg" title="Bandiera Notav a Chiusa San Michele"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/cartello-notav.jpg" class="floatright" alt="cartello-notav.jpg" width="250" /></a>Per questo mi ha infastidito notare, passando qualche giorno fa in Val di Susa, che in molti comuni (quelli ovviamente governati da giunte di orientamento NoTav) vi siano bandiere NoTav appese ad ogni lampione stradale.<br />
Come altre volte ho scritto la battaglia contro la linea Torino-Lyon mi lascia molti dubbi e perplessità, per il merito ma soprattutto per <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1199">il modo</a> con cui <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1153">è condotta</a>, però non riesco a percepire negativamente chi voglia denunciare la presunta inutilità di un&#8217;opera pubblica, semmai vorrei che altrove ci si battesse con altrettanta energia contro opere pubbliche molto meno utili. Eppure vedere lo spazio pubblico invaso da una battaglia di parte non mi trasmette sensazioni diverse: che si parli di NoTav, di secessione, o di qualunque altra istanza che una parte dell&#8217;opinione pubblica condivide e un&#8217;altra respinge.<br />
Non costruiremo un&#8217;Italia migliore passando con il tosaerba su chi non la pensa come noi. Con <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-03-07/grillo-time-vogliamo-parlamento-132558.shtml?uuid=AbvTNlbH">buona pace di Grillo</a> non ci sarà mai un paese democratico in cui un partito avrà il 100% dei consensi e anzi ci sarà sempre una minoranza, e la capacità di ascolto che la maggioranza avrà della minoranza costituisce e costituirà sempre la forza di una democrazia.</p>
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		<title>L&#8217;isola felice si scopre infelice?</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 18:42:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[E il mondo gira...]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando nel 2010 l&#8217;Islanda ha bocciato tramite referendum l&#8217;ipotesi di rimborsare i danni causati ai correntisti inglesi e olandesi dal fallimento delle principali banche del paese, l&#8217;isola è diventata per molti l&#8217;icona di &#8220;un&#8217;altra strada alla crisi è possibile&#8221;. Fiumi di inchiostro e di bit sono stati spesi per esaltare le scelte del governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Aerial_View_of_a_Pseudo_Crater_at_M%C3%BDvatn_21.05.2008_15-21-31.JPG" title="Aerial view of a pseudo crater at Myvatn"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/800px-aerial_view_of_a_pseudo_crater_at_myvatn_21052008_15-21-31.JPG" class="floatright" alt="800px-aerial_view_of_a_pseudo_crater_at_myvatn_21052008_15-21-31.JPG" width="250" /></a>Da quando nel 2010 l&#8217;Islanda <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Icelandic_loan_guarantees_referendum,_2010">ha bocciato tramite referendum</a> l&#8217;ipotesi di rimborsare i danni causati ai correntisti inglesi e olandesi dal fallimento delle principali banche del paese, l&#8217;isola è diventata per molti l&#8217;icona di &#8220;un&#8217;altra strada alla crisi è possibile&#8221;. Fiumi di inchiostro e di <a href="http://www.lastampa.it/Page/Id/1.0.1429044839">bit</a> sono stati spesi per <a href="http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&amp;id=19107">esaltare</a> le scelte del governo islandese che, ancora indipendente da lobby economiche e finanziarie, ha <a href="http://www.giornalettismo.com/archives/527489/come-lislanda-e-uscita-dalla-crisi-delle-banche/">sfidato tutto e tutti</a> in nome del &#8220;popolo sovrano&#8221; e <a href="http://www.ilcambiamento.it/lontano_riflettori/islanda_rivoluzione_silenziosa.html">ha vinto</a>.<br />
Iniziamo col dire, a correzione di questa sequenza di luoghi comuni, che in realtà non ha vinto, non ha vinto nel senso politico del termine, visto che nelle recenti elezioni la coalizione verde-socialdemocratica che aveva condotto il paese attraverso queste eroiche e vittoriose prove <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-04-28/islanda-euroscettici-conservatori-vincono-203116.shtml?uuid=AbkY4MrH">è stata sonoramente sconfitta</a> e i partiti conservatori sono tornati al governo del paese. Perché quindi il popolo di quella lontana isoletta non ha premiato quella classe politica che l&#8217;aveva condotto così trionfalmente attraverso le secche del crack finanziario?<br />
Per capirlo proviamo ad affrontare il problema alla lontana. L&#8217;Islanda non fa parte dell&#8217;Unione Europea ma è all&#8217;Unione Europea strettamente legata da accordi bilaterali che ne fanno una sorta di membro silente. Di fatto l&#8217;Islanda fa parte dello spazio di libera circolazione europeo ed ha sottoscritto anche il Patto di Schengen. La sua adesione all&#8217;Unione Europea è sempre stata osteggiata dai partiti che hanno <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Prime_Minister_of_Iceland">lungamente governato il paese</a>: il Partito dell&#8217;Indipendenza (comunenemente considerato il partito più conservatore) e il Partito del Progresso (di tendenze liberali).  Per sostenere questa posizione ideologica independentista la coalizione al governo aveva costruito l&#8217;immagine dell&#8217;Islanda come una sorta di paradiso finanziario, alti tassi di interesse avevano attratto capitali verso il paese sostenendo l&#8217;economia al prezzo di un elevato indebitamento delle banche del paese; quando poi l&#8217;esplosione della crisi abbassava la remunerazione dei capitali le banche non riuscivano più a sostenere il debito e andavano quindi incontro all&#8217;inevitabile fallimento. Nelle elezioni successive, del 2009, la coalizione di governo, indicata come responsabile del fallimento, veniva sconfitta e la coalizione socialdemocratica (Alleanza socialdemocratica e Verdi)  vincitrice cercava di porre rimedio alla situazione. In linea con la sua posizione storica venivano avviati immediatamente negoziati per l&#8217;adesione all&#8217;Unione Europea che culminava con la richiesta formale formulata nel Luglio 2009. L&#8217;idea era che la posizione liminare dell&#8217;Islanda costituiva un ibrido che assommava solo svantaggi. Lo stretto legame commerciale che fisiologicamente l&#8217;Islanda ha con l&#8217;Europa la rende de facto dipendente dal resto del continente, di cui peraltro, stando fuori dall&#8217;UE, non ha alcun peso nelle decisioni: insomma uno dei tanti casi, nel mondo di oggi, di deficit di rappresentanza politica a fronte di una dipendenza economica. Come possibile passo successivo veniva identificata l&#8217;adesione dell&#8217;Euro, la quale, con l&#8217;abbassamento dei tassi di interesse sul debito che prometteva, si prefigurava come soluzione alternativa agli azzardi finanziari pre-2008. Sull&#8217;onda dell&#8217;autocritica per la strategia isolazionista perfino il Partito del Progresso operava <a href="http://www.icenews.is/2009/01/17/progressives-support-iceland-eu-entry/">una svolta</a> in senso europeista. <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:M%C3%B3tm%C3%A6lendur_vi%C3%B0_Al%C3%BEingish%C3%BAsi%C3%B0.jpg" title="Proteste di fronte al Parlamento a Reykjavik"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/proteste-parlamento-reykjavik.jpg" alt="proteste-parlamento-reykjavik.jpg" class="floatright" width="350" /></a>Nel frattempo però la situazione economica del paese migliorava molto lentamente e inflazione, tassi di interesse e debito pubblico schiacciavano il tenore di vita. Parliamo sì di una <a href="http://www.tradingeconomics.com/iceland/unemployment-rate">disoccupazione al 5%</a>, di un <a href="http://www.tradingeconomics.com/iceland/inflation-cpi">inflazione all&#8217;7%</a>, ma in un paese per il quale certi fenomeni socio-economici erano fino a ieri del tutto sconosciuti. Nel frattempo Europa ed Euro andavano in crisi e la scialuppa europea smetteva di apparire come la soluzione della crisi, ma piuttosto come un rimedio peggiore del male. Questo nonostante l&#8217;indipendenza monetaria non sembra aver particolarmente giovato al paese, visto che la svalutazione della corona non ha impedito il <a href="http://it.ibtimes.com/blogs/keynesblog/luci-e-ombre-del-8220-modello-islanda-8221_54.htm">crollo nominale dei salari</a> che a tutt&#8217;oggi rimangono sotto al livello pre-crisi. Anche la riforma costituzionale, il cui iter si era svolto in rete, per la gioia dei cyberisti più convinti, si è trascinato molto stancamente ed è ora messo in forse dal cambio di maggioranza.<br />
La stessa <a href="http://bedaromano.blog.ilsole24ore.com/2013/02/banche-i-risvolti-europei-di-una-sentenza-islandese.html">vertenza</a> per il rimborso dei risparmiatori inglesi e olandesi danneggiati dal fallimento delle banche islandesi, che da noi è stata vista come una <a href="http://phastidio.net/2013/01/28/vince-lislanda-che-ha-pagato-i-debiti-delle-proprie-banche/">vicenda quasi eroica</a>, è stata dagli islandesi vista diversamente. Si trattava infatti di un debito contratto da un soggetto privato verso risparmiatori stranieri, diventato debito pubblico in seguito alla nazionalizzazione delle banche. Non sorprende che i cittadini islandesi abbiano considerato poco più di un atto dovuto il fatto che il governo non si sia voluto far carico anche di questa parte del debito. <a href="http://genova.erasuperba.it/inchieste-genova/islanda-rivoluzione-crisi-banche-debito-icesave">E&#8217; da sfatare</a> anche la riluttanza dell&#8217;Islanda a piegarsi alle pretese dell&#8217;FMI; all&#8217;Islanda è andato un consistente prestito da parte del Fondo Monetario del quale il paese sta ora pagando regolarmente gli oneri.<br />
Il tutto ci spiega perché Alleanza socialdemocratica e Verdi hanno dimezzato i propri consensi rispetto al 2009, restituendo il governo del paese ai partiti che lo avevano mandato a picco. C&#8217;è però da dire che, a differenza di quanto accade dalle nostre parti, i due partiti vincitori, si sono presentati profondamente rinnovati rispetto ai tempi che hanno preceduto il 2008, giustificando così la promessa agli elettori di non ripetere gli errori passati.<br />
In definitiva molte delle cose che ci hanno raccontato sull&#8217;Islanda non erano vere, o erano esagerate, e allo stesso modo sono forzate le interpretazioni di chi legge in chiave ideologica l&#8217;esito delle elezioni. Non è stata la sconfitta di un&#8217;inesistente isola pirata che si batte contro gli infidi poteri sovranazionali, ma non è stata nemmeno la sconfitta dell&#8217;europeismo. E&#8217; stato semplicemente il colpo di coda di una crisi che non risparmia quasi mai chi ha la disavventura di stare al governo. Questo ovviamente con l&#8217;eccezione di paesi che preferiscono votarsi al suicidio piuttosto che cambiare la propria classe politica, ad esempio l&#8217;Italia.</p>
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		<title>I perversi meccanismi dei nuovi media</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 18:28:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Al termine del derby Juve-Toro del Dicembre scorso accadde che un signore, identificato da un gruppo di Ultras come tifoso avversario dalla sciarpetta che portava al collo, fu da costoro aggredito e ridotto in fin di vita. A distanza di qualche mese i responsabili dell&#8217;aggressione sono stati identificati e rinviati a giudizio con l&#8217;accusa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/scontri-juventus-torino.jpg" title="scontri-juventus-torino.jpg"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/scontri-juventus-torino.jpg" alt="scontri-juventus-torino.jpg" class="floatright" width="300" /></a>Al termine del derby Juve-Toro del Dicembre scorso accadde che un signore, identificato da un gruppo di Ultras come tifoso avversario dalla sciarpetta che portava al collo, fu da costoro aggredito e ridotto in fin di vita. A distanza di qualche mese i responsabili dell&#8217;aggressione sono stati identificati e rinviati a giudizio con l&#8217;accusa di tentato omicidio. Premetto che le mie conoscenze di diritto non sono molto approfondite, ma mi sono sempre chiesto perché il colpire ripetutamente una persona inerme, sapendo che ciò può determinare lesioni anche mortali, non possa configurarsi appunto come &#8220;tentato omicidio&#8221; piuttosto che semplice reato di &#8220;lesioni personali&#8221;. Saluto quindi con soddisfazione il fatto che la Procura abbia mosso le accuse agli Ultras in questi termini. A parte questo aspetto però, trovo che questa vicenda, nello svolgimento dei suoi tragici fatti purtroppo simile a tante altre, abbia una sua particolarità nella copertura che i media ne hanno dato.<br />
Come già <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1481">scrissi</a> all&#8217;epoca dei fatti, la notizia fu allora quasi completamente ignorata dai media, tutti occupati com&#8217;erano a dare spazio ad una <a href="http://www.lastampa.it/2012/12/03/sport/calcio/qui-juve/agnelli-le-tragedie-non-hanno-fede-champions-vogliamo-sognare-ancora-VpGqJRwUvJ8D2bfsshLFsN/pagina.html">polemica sugli striscioni di cattivo gusto</a>. Il primo punto che trovo quindi singolare è proprio il fatto che la notizia rispunti ora, a distanza di mesi, apparentemente perché è stata formulata l&#8217;accusa di tentato omicidio. Mi viene da chiedermi a questo punto perché. Forse c&#8217;è bisogno della parola &#8220;omicidio&#8221; perché una notizia scali alle prime pagine? Un tizio in gravi condizioni in ospedale non basta?<br />
Se poi guardo come le varie fonti hanno coperto l&#8217;evento c&#8217;è un&#8217;altra cosa che noto. Non c&#8217;è un <a href="http://www.corriere.it/cronache/13_maggio_14/aggressione-a-juventino-fermato-terzo-granata_20faed28-bc8d-11e2-996b-28ba8ed4f514.shtml">titolo</a> che non <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Squadre/Torino/13-05-2013/arrestati-due-tifosi-torino-tentato-omicidio-uno-juventino-20379834403.shtml">citi</a> la <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-admin/Juventus-Torino:%20tentato%20omicidio,%20arrestati%20due%20tifosi%20granata">fede </a>calcistica di <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Pestarono-un-tifoso-juventino-due-ultra-del-Torino-arrestati-per-tentato-omicidio_32184650310.html">aggredito e aggressore</a>. Quale contributo informativo dà al lettore sapere per che squadra tifa l&#8217;uno o l&#8217;altro? Ovviamente nessuno, a meno che non si voglia pensare che ci siano colori sportivi che incentivino più o meno alla violenza, ma è la domanda, così come le precedenti che mi sono fatto, ad essere  forse sbagliata. Nell&#8217;era del Web 2.0, non è importante il contenuto informativo, non è tanto importante nemmeno l&#8217;impatto della notizia, la cosa più importante è quante discussioni genera, quanti commenti la pagina stessa, facebook e tweeter raccoglieranno, quanto i pareri si spaccheranno tra i sostenitori di una o dell&#8217;altra posizione. La notizia di un tizio pestato che versa in gravi condizioni in ospedale non divide, non fa discutere. Siamo tutti d&#8217;accordo nel condannare l&#8217;episodio e nello sperare che il malcapitato si riprenda. Poi però la cosa finisce in tribunale e cominciamo con i capi d&#8217;accusa e successivamente magari arrivano le sentenze e allora ci sarà qualcuno pronto a dire che ci sono due pesi e due misure, che nelle stesse condizioni in altra città e con altre squadre interessate l&#8217;accusa sarebbe stata più lieve, o più pesante, e altri ribatteranno ai primi accusandoli di vittimismo. E poi, già che diamo la notizia, specifichiamo bene qual è la fede calcistica di vittime e aggressori, così daremo libero spazio alle rivendicazioni degli uni degli altri, alle generalizzazioni, alle schematizzazioni: noi siamo il bene e voi il male, noi certe cose non le faremmo&#8230;, e così via. Tutte cose che generano accessi come se piovesse sui siti web che raccontano episodi come questi.<br />
Io personalmente rimango dell&#8217;idea che la notizia non sta nella fede degli uni o degli altri, né sta nelle decisioni prese da un magistrato, ma nel fatto che nel 2013 uno che cammina tranquillo per la strada rischi ancora di finire al creatore solo perché ha la sciarpetta della squadra sbagliata. Questo è quello che penso io ma ho come l&#8217;impressione di rappresentare un&#8217;esigua minoranza.</p>
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		<title>Il concorso fuori corso</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 22:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coloregrano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Come molti di voi sanno nel Dicembre scorso si è tenuta, tra squilli di trombe e tromboni, la preselezione per il concorso nazionale insegnanti, per l&#8217;immissione in ruolo di 23mila docenti. La preselezione, sotto forma di test con risposte crocettabili, mirava a ridurre i candidati in vista della consueta prova scritta ed orale. Gli squilli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come molti di voi sanno nel Dicembre scorso si è tenuta, tra <a href="http://www.asca.it/news-Scuola__Profumo__con_i_test_misuriamo_la_capacita__di_pensare-1231086-POL.html">squilli di trombe e tromboni</a>, la preselezione per il concorso nazionale insegnanti, per l&#8217;immissione in ruolo di 23mila docenti. La preselezione, sotto forma di test con risposte crocettabili, mirava a ridurre i candidati in vista della consueta prova scritta ed orale. Gli squilli di trombe e tromboni erano giustificati dalla prova di efficienza che il ministero aveva fornito dando ai candidati in tempo quasi reale l&#8217;esito della prova e quindi la consapevolezza di essere passati o meno alla prova successiva. Le cose poi sono andate in realtà meno bene di quello che la retorica profumiana ci aveva preannunciato, non solo per le improprietà insite in quello strumento e in come fu realizzato (che già questo blog <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/?p=1490">trattò</a> lo scorso Dicembre), ma anche per quello che è accaduto dopo.<br />
Parto col dire che a Gennaio il TAR del Lazio, accogliendo il ricorso di alcune associazioni, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-01-28/lazio-boccia-soglia-3550-121921.shtml?uuid=AbOwQrOH">dichiarava illegittima</a> la soglia stabilita dal Ministero (35/50) per l&#8217;ammissione alla prova successiva, abbassandola a 30/50 e suscitando un certo fastidio in chi aveva studiato notte e giorno per riuscire a raggiungere, con proprio gaudio, quegli inafferrabili 35 punti. Il peggio però è venuto dopo.<a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/concorso.jpg" title="Classe di concorso"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/concorso.jpg" class="floatright" alt="concorso.jpg" width="300" /></a> Ad iniziare della vicenda dell&#8217;inglese nella primaria: non solo infatti è stata introdotta una prova di inglese per i candidati al concorso per la Scuola Primaria ma è stato richiesto un livello B2, un livello di conoscenza molto approfondita che richiede uno sforzo di qualche anno per essere raggiunto. Considerato il preavviso con cui la circostanza è stata comunicata, non era evidentemente possibile per chi conoscesse l&#8217;inglese ad un livello inferiore di migliorarlo e questo ha fatto giustamente imbufalire i più.<br />
La vera disfatta si è però verificata dopo la prova scritta, svoltasi a metà Febbraio (con l&#8217;eccezione di qualche classe di concorso che ha visto la sua prova rinviata di qualche settimana per la neve). I problemi si sono manifestati fin da subito con la carenza di commissari per la correzione degli elaborati e la cosa non può suscitare certo sorpresa visto che il compenso previsto era di <a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=36268&amp;action=view">50 centesimi ad elaborato</a>: da una parte si tratta di un compenso da fame, giacché anche immaginando di correggere un elaborato in 15 minuti parliamo di 2 Euro l&#8217;ora, dall&#8217;altra si tratta di un criterio, quello del compenso a numero di compiti corretti, che rende ovviamente conveniente fare un lavoro poco accurato.<br />
Il risultato finale del tutto è quello a cui assistiamo in questi giorni: tre mesi sono passati dal compito e non tutte le classi di concorso hanno avuto ancora la lista degli ammessi all&#8217;orale, in Toscana anzi non ne è uscita <a href="http://www.orizzontescuola.it/news/concorso-cattedra-toscana-unica-regione-senza-risultati-prove-scritte">neanche una</a>. La prova orale però si dovrà svolgere a breve, visto che il concorso dovrà emettere i suoi risultati finali entro il 1 Settembre. Se teniamo conto che per molte persone questo concorso sarà uno spartiacque della propria vita e che si tratta di persone che comunque, in gran parte, hanno un lavoro, precario, ma un lavoro, capiamo quale stress costituisca per queste persone passare le sere a preparare un esame che ancora non sanno se e quando dovranno sostenere.<br />
Ora, ben ci ricordiamo Profumo bacchettare gli studenti italiani fuori corso (magari perché costretti dai ripetuti rincari alle tasse universitarie a trovarsi un lavoro sufficientemente remunerato) accusandoli di incapacità di &#8220;<a href="http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_15/profumo-fuori-corso_2388322e-ce42-11e1-9b00-18ac498483bd.shtml">rispettare le regole e i tempi</a>&#8220;. Alla luce dei risultati disastrosi del concorso organizzato sotto la sua guida dovremmo allora considerare anche il Rettore come affetto dalla stessa incapacità? La realtà, sulla quale forse in queste ore l&#8217;ex-ministro, tornato a fare il Professore, starà riflettendo, è che gli appelli <em>fattiilculistici</em> alla responsabilità individuale, alla concreta possibilità che ognuno di noi ha di ottenere quelle che vuole, a dispetto di tutte le difficoltà esterne, cadranno sempre nel vuoto fintanto che i difetti sistemici del nostro paese saranno così diffusi e soverchianti da schiacciare anche il più volenteroso. Cadranno nel vuoto finché non metteremo il dito nella piaga, finché non cominceremo a rivoltare come un calzino l&#8217;organizzazione della scuola, finché non diremo chiaramente che la struttura portante del sistema scolastico italiano è oggi costituita da una complessa rete di relazioni clientelari tra dirigenti scolastici sfaccendati e collaboratori incapaci ma fedeli, che permettono a pochi di vivere alle spalle degli altri; un sistema le cui prime vittime sono proprio i tantissimi volenterosi e meritevoli, costretti ad ingoiare bocconi amari, uno dopo l&#8217;altro. Pensare che un quiz a crocette potesse risolvere tutto questo, rappresenta una dimostrazione di ingenuità sconcertante, e spero sia la prima lezione che il neo-ministro Carrozza coglierà dai risultati deludenti colti dal suo infelice predecessore.</p>
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		<title>Come ti rovino la festa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 20:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Coloregrano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ero qui pronto a scrivere un pezzo celebrativo del 31º scudetto (leggete pure 29 se il 31 vi infastidisce, non è quello il problema) della Juve, pronto a farlo con una certa soddisfazione perché raccontare il calcio nel suo svolgimento sportivo è un&#8217;attività che trovo sempre abbastanza divertente. Però spesso mi accade poi di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero qui pronto a scrivere un pezzo celebrativo del 31º scudetto (leggete pure 29 se il 31 vi infastidisce, non è quello il problema) della Juve, pronto a farlo con una certa soddisfazione perché raccontare il calcio nel suo svolgimento sportivo è un&#8217;attività che trovo sempre abbastanza divertente. Però spesso mi accade poi di essere sopraffatto dal desiderio di parlare di aspetti meno gioiosi delle vicende pallonare, a costo di rovinare la festa a qualcuno oltre che a me stesso, e questo è uno di quei casi.<br />
Iniziamo dagli eventi. Succedeva infatti Domenica scorsa che allo Stadio della Juventus 40 mila persone si riunivano, non tanto per assistere a Juve-Palermo, quanto per pregustare la festa che al fischio finale si sarebbe celebrata di fronte ai loro occhi. La mente correva alla festa dell&#8217;anno passato, impreziosita dall&#8217;addio di Alessandro Del Piero e l&#8217;entusiasmo animava uno stadio ribollente. La partita non era proprio una grande entrée per la festa finale, meglio sarebbe stata una gragnuola di reti, ma gli errori di Vucinic sottoporta riducevano lo score finale ad uno striminzito 1-0. Non era però importante perché l&#8217;attesa era per la Festa e così al fischio finale in un tripudio di bandiere, sciarpe ed emozione il popolo biancoenero si accingeva a festeggiare il successo con i propri Campioni. <a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/05052013250.jpg" title="Sfondamento del cordone degli steward"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/05052013250.jpg" class="floatright" alt="05052013250.jpg" width="250" /></a>Qualcuno però pensava bene di fare una festa tutta per sé, approfittando dell&#8217;assenza di recinzioni (assenza che la Juve ha voluto proprio per puntare sulla civiltà del suo pubblico, ahimé..) invadeva infatti il terreno di gioco. La conseguenza era un fuggi fuggi dei giocatori (con la sola eccezione di Marchisio) verso il tunnel degli spogliatoi e il conseguente rinvio della Festa. Lo stadio si spegneva, l&#8217;entusiasmo svaniva, in alcuni si tramutava in rabbia, in altri in silenziosa tristezza. Lo speaker si sgolava per invitare gli &#8220;invasori&#8221; a lasciare il campo, il resto del pubblico iniziava a rivolgere spontanei cori di dileggio verso gli occupanti del terreno di gioco, i quali però sembravano del tutto indifferenti ad ogni richiamo. Alla fine gli steward componevano un lungo cordone, con il quale spingevano finalmente gli &#8220;invasori&#8221; a ridosso della Curva Scirea. Sembrava che la Festa finalmente potesse avere luogo, ma bastava intravedere il ritorno dei giocatori in campo, perché il cordone venisse spezzato e la Festa venisse quindi definitivamente cancellata.<br />
Il pubblico, deluso, si avviava mestamente verso le uscite, volti scuri e corrucciati, quelli di un popolo che non ha avuto la sua Festa, che era venuto qui per festeggiare e se ne va invece a testa bassa. Alla maggioranza delusa si contrapponeva la minoranza degli &#8220;invasori&#8221; che passeggiavano felici per il campo, scattando foto, salutando le telecamere, rubando anche pezzi di zolla e tagliando brandelli della rete della porta con coltelli che chissà come era entrati nello stadio.<br />
Il paradosso finale è che i cancelli non erano stati nemmeno aperti, non attendendosi evidentemente un deflusso così prematuro, e quindi il pubblico veniva anche sottoposto ad una lunga attesa per poter uscire.<br />
<a href="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/05052013255.jpg" title="Invasori allo Juventus Stadium"><img src="http://www.ejoujo.eu/ilcoloredelgrano/wp-content/uploads/2013/05/05052013255.jpg" alt="05052013255.jpg" class="floatright" width="250" /></a>Quando simili episodi accadono è consueto rivolgersi a chi li determina con epiteti vari ma sempre riferiti alla presunta scarsa intelligenza degli stessi. Non sono d&#8217;accordo, non sono idioti, non sono stupidi, perché loro la Festa l&#8217;hanno fatta e sono tornati a casa felici, felici di essersi fatti la foto sul campo dello Juventus Stadium, di aver portato via un pezzo di rete, una zolla, una bandierina. Gli ingenui semmai sono gli altri 40mila che per l&#8217;arbitrio di pochi se ne sono tornati a casa a bocca asciutta. E&#8217; un motivo ricorrente nella nostra società quello per cui una minoranza si arroga arbitrariamente il diritto di danneggiare una maggioranza, e il peggio che fa tutto ciò senza subirne conseguenze. Fin quando quei 40mila non troveranno la forza per impedire che pochi furbi li scippino di ciò a cui hanno diritto, le Feste finiranno purtroppo sempre così. Nella fattispecie non mi è ben chiaro perché invasioni di campo numericamente più contenute sono state nel passato (vedi <a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2012/11/25/news/invasione-di-campo-daspo-per-20-tifosi-1.6094993">qui</a> e <a href="http://www.tuttomercatoweb.com/inter/?action=read&amp;idnet=ZmNpbnRlcm5ld3MuaXQtMjY1MjE">qui</a>) punite con il DASPO dei responsabili e non si può utilizzare lo stesso provvedimento in questo caso. Vi sono tonnellate di filmati e fotografie e siamo tutti schedati con la Tessera del Tifoso. Non dovrebbe essere difficile identificare gli &#8220;invasori&#8221;, ma fate un po&#8217; voi&#8230;</p>
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